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Ultima spiaggia

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Il provvedimento contenuto nel decreto sviluppo che prevede la concessione per 90 anni delle spiagge ai privati è solo l’ultima stolta bizzaria del nostro governo.
Quando ha legiferato sulle spiagge, il Governo Berlusconi deve essersi ispirato al sistema delle concessioni coloniali o più probabilmente a quello delle tombe al cimitero. Inevitabile l’immediata sorpresa dell’Unione Europea con conseguente richiesta di chiarimenti.
Le continue bacchettate che questo Governo sgangherato riceve da Bruxelles dovrebbe avergli fatto capire che non può fare norme a casaccio o a convenienza, e che le regole italiane devono essere compatibili con il mercato unico europeo e con la competizione leale. Anziché rincorrere utopiche concessioni secolari il Governo deve occuparsi di contrattare con Bruxelles su basi realistiche, in modo da evitare che, alla fine, gli errori dell’esecutivo ricadano sulla testa dei gestori degli stabilimenti balneari, alle prese con stagioni estive a volte poco favorevoli e oneri burocratici che impediscono di usufruire dei profitti netti a breve termine.

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