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Mediterraneo

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Si è svolto nei giorni scorsi il convegno “Battaglia del Mediterraneo” organizzato a Roma da “Next Europa” insieme al Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo.
E’ stata l’occasione per la portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, Laura Boldrini, di evidenziare come i viaggi a Lampedusa ormai hanno una scadenza, arrivano tutti insieme, a scaglioni, 1200-1500 persone e poi di colpo tutto si ferma. C’è l’evidente presenza di una regia. Sta a noi tirare le somme: Gheddafi ha più volte minacciato l’Europa che sarebbe stata invasa, è forse arrivato quel momento? Laura Boldrini ha anche riferito che alcuni sopravissuti al naufragio di un’imbarcazione alla deriva hanno raccontato di aver incrociato navi ed elicotteri militari che hanno dato da mangiare ma nessun soccorso. Questo, secondo la Boldrini, impone un maggior coordinamento tra tutti i mezzi navali che operano nel Mediterraneo allo scopo dichiarato di salvare vite umane. Ogni imbarcazione che parte oggi dalla Libia è di per sé a rischio e non bisogna aspettare un SOS per intervenire”.
Per un saluto è intervenuto anche il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il quale ha tenuto a ricordare che in questi mesi c’è stato un lavoro operoso dell’associazionismo e di tante realtà locali che di fronte a quanto sta avvenendo, in silenzio, hanno dato ospitalità.
Nelle mie conclusioni ho ricordato che la protagonista mancata è l’Europa. Manca una politica comunitaria dell’immigrazione perché per lungo tempo si è pensato, sbagliando, che fosse un tema solo nazionale. Qualcosa si sta facendo, ma la preoccupazione è che ci si stia muovendo non per avanzare ma per arretrare. Basti guardare alla discussione su Schengen, una delle grandi conquiste europee che viene messa in discussione da egoismi nazionali. La preoccupazione è che il combinato disposto tra assenza di leadership negli stati, incapacità di conoscere il mondo e paura porti a un’Europa che si sveglia sì, ma nel modo sbagliato. L’Italia poi, che avrebbe potuto essere protagonista, ha scelto invece di essere una comparsa negativa.
Il pericolo è abituarsi a un’Europa pericolosamente assente sui diritti e che dimostra di non avere coraggio. L’augurio è che ci siano venti diversi, perché così l’Europa rischia di non essere utile allo scopo che si è data.

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