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Il Gazzettino

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UDINE – Per carattere e professione dice di «tenere i piedi per terra». Quindi, il segretario regionale del Pd, Debora Serracchiani, pur forte dei risultati del partito al primo turno delle amministrative, non fa proiezioni per le regionali del 2013. Tuttavia, due punti li pone: «Si lavora non per piantare bandierine, ma perché il Friuli Venezia Giulia continui ad essere una regione centrale e non perda terreno come sta accadendo». Quanto agli uomini, se ancora un potenziale candidato presidente non c’è, in compenso sul sindaco uscente di Pordenone, Sergio Bolzonello, ha le idee chiare: «È la persona che in regione fa la sintesi migliore fra centro sinistra e civismo».
Segretario, dal voto del 15 e 16 maggio il Pd è risultato il primo partito a Trieste, Gorizia, Pordenone. Sta cambiando il vento?
«C’è una presa di coscienza che non si stanno facendo cose importanti. C’è malessere per la politica, si veda l’astensionismo, e malessere socio-culturale. Parole e slogan usati fin qui da chi governa non pagano più».
Astensionismo importante che penalizza anche il centrosinistra?
«Complica la vita a tutti, ma penalizza meno noi se, nonostante le percentuali di chi non si è recato al voto, siamo il primo partito in diverse realtà».
In Friuli Venezia Giulia è la vittoria della sua segreteria, nonostante le tensioni che hanno percorso il Pd nei mesi scorsi?
«Non è una frase fatta: è la vittoria di tutti. C’è stata unità di partito, abbiamo scelto i candidati per primi, si è fatta campagna elettorale tra la gente presentando progetti. Abbiamo fatto i congressi provinciali e legittimato i segretari. Non nascondo le tensioni che ci sono state, ma ho tenuto la barra e chi doveva lavorare ha continuato a farlo».
Ballottaggi: quali previsioni? A Pordenone il vostro candidato sindaco Pedrotti ha annunciato che non farà apparentamenti. E Cosolini a Trieste?
«I ballottaggi sono complicati, l’auspicio è di chiudere in bellezza. Pedrotti e Cosolini sono stati molto in mezzo alla gente. Continueremo ad esserci, con la credibilità dei loro nomi e rafforzando il nostro progetto».
Qualche pronostico?
«Troppo presto. Quel che è certo è che bisogna avere rispetto per la gente, convincere le persone, non la dirigenza dei partiti. È il modo per risvegliare le potenzialità delle città. Così faremo anche una politica migliore».
Andiamo allora un po’ più in là, il Pd acquista forza, probabilmente non scontata, per le elezioni regionali del 2013?
«Sto con i piedi per terra. Ho lavorato tanto perché ci sia un progetto superiore. Il punto non è piantare bandierine, ma dare risposte di governo per continuare a mantenere centrale il Friuli Venezia Giulia. È palese che stiamo perdendo terreno sul piano internazionale come su quello produttivo».
Il sindaco uscente di Pordenone, Sergio Bolzonello, archivia dieci anni e supporta il candidato alla successione. Si ferma qui il suo apporto?
«Bisognerebbe chiederglielo. Ora a Pordenone si è impegnati “ventre a terra” per vincere con una coalizione che si è rafforzata con lui, che lascia una buona amministrazione unanimemente riconosciuta. Vorremo non disperdere questo patrimonio e confermare che si è in grado di lavorare bene, produttivi e moderati nei toni».
E per il futuro?
«Bolzonello è la persona che in regione fa la sintesi migliore fra centrosinistra e civismo. A Pordenone le si è data concretezza e il suo ruolo è stato centrale».

(tratta dall’intervista di Antonella Lanfrit su “Il Gazzettino” di venerdì 20 Maggio 2011)

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