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Il Friuli

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E sono tre: dopo le europee e le primarie Pd, la segretaria regionale del Pd in Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani cala anche il tris, con un successo indiscusso alle amministrative. E due nuove certezze. Da una parte il trionfo del centrosinistra è guidato ovunque dai cavalli di razza del Pd: Bolzonello e Pedrotti a Pordenone, Gherghetta e la Altran nel Goriziano, Cosolini a Trieste. Dall’altra la consapevolezza che “gli elettori hanno mandato alla giunta regionale – dice – una richiesta di netta discontinuità. Sappiamo che a Udine c’è apprezzamento per la buona amministrazione del Comune, nonostante il sabotaggio della giunta regionale. Dopo la vittoria a Trieste e a Pordenone, ma anche dopo la vittoria nella città di Gorizia in occasione delle provinciali, siamo certi che il centrodestra è minoritario in tutti i capoluoghi. Da qui si costruisce l’alternativa”. Ma il vento è veramente cambiato? “Sul livello nazionale, questa vittoria è il primo passo per riportare l’Italia a essere un Paese normale. Di fronte a una destra con la faccia feroce di Berlusconi e Bossi – osserva – il centrosinistra ha saputo mantenere i nervi saldi e mostrare un volto pacato e affidabile, incarnando un profondo bisogno di cambiamento, che il centrodestra non intercetta più. Il Governo dovrebbe prendere atto di aver subìto dal popolo un vero e proprio voto di sfiducia, e trarne le debite immediate conseguenze”. Strada in discesa verso il 2013, quindi? “Calma. Ovviamente resta molto ancora da fare, ad esempio rendersi interlocutori credibili di quei tanti cittadini che si sono allontanati dal voto, a partire da scadenze importanti e assai ravvicinate che ci impongono di proseguire nei nostri sforzi. Intanto – sostiene Serracchiani – il 12 giugno abbiamo l’appuntamento con i referendum, da vincere nonostante i trucchi del Governo per disinnescare il quesito nucleare: il Pd è impegnato da tempo per il “sì”anche a livello regionale. Poi, un passaggio cruciale sarà a fine mese la verifica parlamentare sollecitata dal Capo dello Stato dopo il cambiamento della fisionomia della maggioranza di centrodestra in Parlamento”. Tuttavia le elezioni si vincono soprattutto nelle città e nei territori, “e queste vittorie – conclude – spostano in modo decisivo gli equilibri in regione e ci permettono di guardare con molta fiducia all’appuntamento del 2013”.

(Intervista di Walter Tomada pubblicata sul settimanale Il Friuli di venerdì 3 giugno 2011)

 

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