abbonati: Post | Commenti | Email

Edilizia in crisi

0 comments

Ho partecipato alla tavola rotonda dell’Osservatorio grandi imprese e lavoro 2011 presentato da Fillea-Cgil e dedicato al Report 2011 sull’edilizia. Purtroppo, da quel che emerge non c’è troppo da rallegrarsi.
Infatti, a fronte di una crescita della quota di fatturato estero dei grandi gruppi dell’edilizia italiana -  ha superato il 37% nel 2009 – resta assai seria la crisi del settore in Italia. I gruppi hanno perso il 9,3% nel 2009, interrompendo un ciclo positivo di molti anni, e anche per il 2011 l’Ance prevede una flessione del l’edilizia del 2,4%. Pesanti i riflessi sull’occupazione con la scomparsa di 300mila posti di lavoro in 3 anni e la chiusura di migliaia di imprese. Si tratta di una crisi che colpisce indistintamente il pubblico come il privato, i grandi appalti come le piccole commesse.
Il segretario generale della Fillea-Cgil, Walter Schiavella, ha riconosciuto che i primi 50 gruppi dell’edilizia sono finanziariamente solidi e hanno fatto progressi nella responsabilità sociale. E tuttavia, nonostante quest’alleanza tra sindacato e impresa, è stato mancato l’obiettivo di influenzare la politica.
Occorre sicuramente una nuova politica industriale. Ce lo dice anche il confronto con l’esperienza degli altri Paesi europei. Perché in Europa il sistema si sta rimettendo in moto: Le costruzioni in Germania sono cresciute del 36,3% a gennaio 2011 e in Francia del 7,9%. Le nostre aziende vanno all’estero per lavorare mentre l’Italia resta al penultimo posto per investimenti esteri

Segnala questo post anche su:

Leave a Reply

Prossimi appuntamenti

Clicca su Agenda per visualizzare il calendario completo