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A4, la resa di Tondo

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Chiunque transiti sulla A4 fra Trieste e Venezia paga a proprie spese l’inadeguatezza di una struttura viaria giunta al limite della congestione, e in certi periodi d’estate anche oltre. La terza corsia dell’autostrada A4 è perciò un’opera che non può subire ritardi. Proprio per accelerare le procedure e fronteggiare quella che è una vera emergenza, al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo sono stati attribuiti poteri commissariali.
E’ di questi giorni la manifestazione della volontà del presidente Tondo di lasciare la carica di commissario straordinario per l’A4: un’intenzione pesantemente simbolica che sembra una resa senza condizioni.
Infatti, proprio in un momento estremamente delicato per le sorti della terza corsia l’abdicazione del presidente della Regione, cioè della più alta carica istituzionale, ha forti implicazioni di carattere politico che saranno senz’altro colte a Roma, dove sono già abituati a trattarci come la cenerentola delle regioni. Perciò, invece di pensare a intempestive rotazioni di sedie, ora bisogna esprimere il massimo del potere d’interlocuzione, affinché giungano quelle garanzie che Anas sembra riluttare a concedere e che sono essenziali per il finanziamento bancario senza cui non c’è terza corsia.
Se la linea generale di Anas è di rientrare in possesso delle concessioni e fra alcuni anni scade quella di Autovie, è lecito supporre che siamo di fronte a un grosso problema.

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