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New Deal Europa

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I mercati finanziari hanno mantenuto le loro cattive abitudini, i governi dell’Unione europea sono regolarmente declassati dalle agenzie di rating, mentre la richiesta di una tassa sulle transazioni finanziarie rimane inascoltata.

Questi sono i punti che la collega socialista francese Pervenche Berès ha riassunto nel suo rapporto, in cui si chiede un rafforzamento del ruolo dell’Europa per risolvere la crisi economica. La relazione vuole aumentare del 5% il bilancio 2014-2020 rispetto al budget attuale. In particolare, il voto del Parlamento europeo conferma che serve una cooperazione più forte nelle politiche transfrontaliere come l’energia, i trasporti e la politica estera, dove il valore aggiunto dell’UE è elevato. Il rapporto dice che serve un nuovo “New Deal” europeo, per incoraggiare l’innovazione, la creazione di nuovi posti di lavoro e gli investimenti in ricerca e sviluppo, per rilanciare la competitività europea e assicurare una crescita sostenibile.

L’Europa si trova davanti a una scelta fondamentale: o andare a fondo nell’integrazione o cadere nelle mani dei populismi e dei nazionalismi. In particolare, serve una cooperazione più forte nelle politiche transfrontaliere come l’energia, i trasporti e la politica estera, dove il valore aggiunto dell’UE è elevato.

Oltre all’introduzione di obbligazioni europee per cercare di tenere alla larga gli speculatori e all’imposizione di una tassa sulle transazioni finanziarie, nel rapporto si chiede di aumentare il bilancio a lungo termine in modo sostenibile, in linea con gli studi che suggeriscono di attestare il volume del budget tra il 2,5 e il 10% del PIL dell’UE. Per rilanciare l´Europa ed il suo sviluppo, altri punti importanti sono passati con il voto di ieri: la richiesta di emissione di Eurobond, l’istituzione di un Alto rappresentante per la politica economica e monetaria, lo sviluppo di un Tesoro europeo per il consolidamento dell’unione monetaria, l’introduzione di una base imponibile comune per le imprese. Adesso spetta alla Commissione e al Consiglio tenere nel giusto conto le proposte uscite dal PE.

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