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Schengen

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Il 7 luglio é stata votata e adottata a larga maggioranza una risoluzione con la quale Parlamento si oppone fermamente alla reintroduzione dei controlli alle frontiere all’interno dello spazio Schengen. Il fatto che recentemente ci sia l’afflusso dei migranti e dei richiedenti asilo non può giustificare la decisione di ripristinare i controlli alle frontiere. Infatti é stata duramente criticata la decisione della Danimarca di ripristinare controlli alle frontiere. Nella risoluzione, il Parlamento europeo deplora vivamente il tentativo di vari Stati membri di ripristinare i controlli alle frontiere e ribadisce la sua ferma opposizione a qualsiasi nuovo meccanismo Schengen che persegua obiettivi diversi dal potenziamento della libera circolazione e dal rafforzamento della governance UE dello spazio Schengen. Inoltre, l’attuale Codice frontiere Schengen prevede la possibilità di reintrodurre controlli alle frontiere interne solamente in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna.
Il 24 giugno, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare a settembre una proposta sull’introduzione di un “meccanismo di salvaguardia” per far fronte a “situazioni eccezionali”.
Anche il Parlamento nella sua risoluzione invita la Commissione a presentare un’iniziativa volta a definire la rigorosa applicazione delle disposizioni vigenti da parte degli Stati membri, insistendo sul fatto che qualsiasi nuova deroga, ad esempio ulteriori motivi per il ripristino dei controlli di frontiera, “non avrebbe sicuramente l’effetto di rafforzare il sistema Schengen “.I recenti problemi su Schengen hanno portato seri dubbi nell’attuare politiche europee comuni in materia di asilo e migrazione. Si chiede, quindi, di realizzare progressi a tale riguardo, considerando che il termine per la creazione di un regime europeo comune in materia di asilo è fissato al 2012.
Con il sistema attuale, la decisione di reintrodurre i controlli alle frontiere è presa unilateralmente dagli Stati membri. I deputati chiedono che il nuovo meccanismo di valutazione Schengen sia trasformato in un sistema unico europeo che, in virtù dei trattati, deve essere gestito congiuntamente e raccomandano vivamente una maggiore solidarietà nei confronti degli Stati membri che sono più esposti al forte afflusso di immigrati.
Il nuovo meccanismo di valutazione Schengen, attualmente discusso in Parlamento, dovrà assicurare un monitoraggio efficace per evitare l’introduzione di controlli illegali alle frontiere interne e rafforzare la fiducia reciproca tra Stati membriInoltre, permetterà di chiedere e di ottenere sostegno per gli Stati membri in caso di pressione eccezionale alle frontiere esterne dell’Unione europea.
Il Commissario Šefčovič ha affermato che la libera circolazione é uno dei successi più grandi dell’UE, il ripristino dei controlli non può ostacolare la libera circolazione, ciò significherebbe mettere a repentaglio il mercato unico. Saranno previste delle misure per sostenere Paesi che si trovano in una situazione di difficile gestione, verranno effettuate ispezioni, un ruolo maggiore a frontex e infine sarà prevista come ultima istanza la clausola di salvaguardia in situazioni critiche, con applicazione geografica e temporale. E’ necessario evitare posizioni unilaterali.
La Commissione accoglie quindi favorevolmente l’invito del Consiglio a richiede una valutazione di Schengen a settembre. La proposta si dovrebbe basare su art.77 del TFUE.
In merito alle frontiere danesi, la Commissione ha espresso la sua preoccupazione sul rispetto dell’acquis Schengen, per cui ha istaurato uno stretto contatto con le autorità danesi al fine di evitare lesioni dei  diritti sanciti con Schengen.
Il Commissario ha infine detto che per rafforzare Schengen é necessario ripristinare la fiducia e mantenere una fiducia reciproca. E’ necessario un sistema di monitoraggio più forte in cui  si possono prevedere una serie di misure per assistere i Paesi e offrire loro anche sostegno finanziario e tecnico.

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