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Facebook padano

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Ho ricevuto via mail da un lettore del mio blog la segnalazione delle sconcertanti regole che Radio Padania Libera impone a chi vuole postare un’opinione sulla pagina Facebook creata da suoi dichiarati “amici”. Non mi aspettavo di trovare contenuti simili, perchè sono evidentemente consentiti da Radio Padania Libera che è organo di un partito i cui esponenti occupano le più alte cariche del nostro Paese.
Mi sento in obbligo di segnalare alcune di queste regole:

“Si è bannati se si nega l’esistenza della Padania.
Motivazione: non abbiamo voglia di star lì a discutere senza possibilità di arrivare ad accordi. Perchè litigare? non ci convinci ma internet è grande ed è una tua libertà cercare di convincere altri altrove senza rompere l’anima a noi.
Si è bannati se si insultano politici leghisti:
Motivazione: i politici della Lega non sono presenti sempre sulla pagina a proteggersi dai tuoi insulti. Se vuoi insultarli puoi andare in tutte le pagine di sinistra dove ti lasceranno fare. Qui rischi di fare incavolare qualcuno e non siamo gente che ama le denunce e far perdere tempo ai giudici solo per permetterti di sfogare livore. Ti banniamo anche per il tuo bene.
Si è bannati se si pubblica il tricolore:
Motivazione: i colori forti disturbano il layout della pagina e istigano all’aggressività. Abbiamo notato che il bianco e verde rilassa, ma il rosso fa incavolare anche i tori. Meglio lasciar perdere.
Sei comunque libero di andare a postare bandiere biancorossoverdi dove ti pare e nessuno ti bannerà da qui se publichi tricolori da altre parti.”

Regole ferree dunque che portano a molte cancellazioni da quella pagina, come i gestori tengono a ribadire con uno status:
“RADIO PADANIA LIBERA: visto che questa mattina siamo cresciuti circa 50 unità credo sia meglio ricordare alcune cose. a) le regole tassative sono nella pagina delle info. b) i padani e i leghisti hanno via preferenziale. c) la media dei bannati sugli iscritti è di 7 bannati al primo messaggio ogni 10 iscrizioni”.

Ecco che ad un certo punto si può leggere questo commento:

“Cancella ben sti terroni dio xxx.mah….esco perchè qui c è puzza di marocchini;)sperando ci siano persone che gestiscono in maniera migliore la pagina della lega……questa è poco soddisfacenta;) alla prossima w i campi di concentramento”.

So bene che su fb si utilizzano toni che sono spesso più “forti” e diretti che altrove, ma sono convinta che una pagina che teorizza l’intolleranza, che lascia spazio a espressioni di odio, razzismo e violenza, che svillaneggia il tricolore, mini le basi più elementari della convivenza civile. Chiedo in primo luogo al ministro dell’Interno Roberto Maroni di intervenire e verificare al più presto eventuali responsabilità, e comunque di fare tutto quanto in suo potere si interrompa questo flusso di insulti. Il fatto che egli sia un alto esponente della Lega deve essere un motivo in più per agire. Mi rivolgo anche al ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che ha la delega sui temi dei diritti umani e contro le discirminazioni razziali o etniche, affinché si faccia carico delle azioni competenti.

Inoltre, tutto ciò è contro  le regole che Facebook stesso impone a se stesso:
“Ci impegniamo al massimo per fare in modo che Facebook sia un sito sicuro, ma non possiamo garantirlo. Abbiamo bisogno che gli utenti collaborino con noi impegnandosi a: [...]
- Non denigrare, intimidire o molestare altri utenti
- Non pubblicare contenuti: minatori, pornografici, con incitazioni all’odio, con immagini o grafica di nudo o con violenza gratuita”

Diamo una mano a Facebook e facciamo rispettare le regole segnalando a chi di dovere questa pagina.

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