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Fanatismo

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Nel corso della trasmissione “La zanzara” di Radio24 l’europarlamentare della Lega nord Mario Borghezio ha detto che le idee dell’attentatore norvegese Breivik, responsabile di decine di morti, “sono condivisibili”, anzi “molte buone, alcune ottime”.
Non è una novità, ormai da troppo tempo Borghezio porta avanti una campagna di propaganda razzista virulenta e astutamente strumentale.
Conosciamo bene i riferimenti ideologici di questo personaggio, che ha costruito la sua carriera politica sull’estremismo di destra e sul calcolo della provocazione antislamica. Molto meglio lo conoscono i dirigenti della Lega che per anni gli hanno concesso ampi spazio di manovra, nomine e candidature alle più alte cariche, ed è quindi in primo luogo alla Lega che va attribuita la responsabilità di chi milita nelle sue file divulgando affermazioni che, probabilmente, configurano un reato di istigazione all’odio razziale.
Se ora nella Lega c’è chi sente il bisogno di prendere le distanze da Borghezio, autore riconosciuto di atti di violenza e apologeta di massacratori del calibro di Mladić, diciamo che era ora ma che non basta: un partito che partecipa alla dialettica democratica italiana ed europea non può tollerare al proprio interno chi lavora esplicitamente contro i principi su cui si fondano le nostre comunità.
I dirigenti della Lega passino dalle parole ai fatti ed espellano Borghezio. Per combattere e prevenire personaggi come lui bisogna isolarli e togliere loro il megafono.

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