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Turismo

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Ho partecipato nei giorni scorsi alla festa democratica nazionale sul Turismo ad Abano Terme. Il dibattito mi ha offerto l’occasione di evidenziare come il ministro per il Turismo Michela Brambilla rende invisibile l’Italia in Europa, e questo proprio nel momento in cui l’Europa decide di puntare con forza sul turismo.
Dopo aver commesso il grave errore di aver lasciato le categorie senza interlocutori istituzionali, ora un’altra miopia e un controsenso economico sarebbe non utilizzare tutti gli strumenti per rafforzare la competitività dell’Italia nel settore, a partire da quelli che mette a disposizione l’Ue, che propone delle politiche specifiche quale valore aggiunto ed è complementare alle politiche del turismo nazionali o regionali.
Il settore del turismo nell’Unione europea genera più del 4% del PIL, con circa 2 milioni di imprese che danno impiego all’incirca al 4% della forza lavoro totale, favorisce lo sviluppo economico e la coesione. Parte dalla consapevolezza di questi dati la Relazione di iniziativa, che risponde ad una recente comunicazione della Commissione, la quale delinea un nuovo quadro per la politica turistica dell’Unione europea che si basa sulle nuove competenze dell’Unione europea per il turismo introdotte dal trattato di Lisbona. La relazione è stata votata in commissione Trasporti e turismo il 21 giugno scorso con 36 a favore e 5 contrari e sarà votato a Strasburgo in plenaria a settembre.
Nella relazione ci sono degli obiettivi, indicati anche dalla Commissione, che sembrano ritagliati sul nostro Paese, tra cui la grande enfasi posta sul turismo culturale, su cui è stata avviato una collaborazione con il Consiglio d’Europa proprio per attività di promozione del patrimonio culturale europeo attraverso gli “itinerari culturali”. Oppure l’attenzione rivolta al turismo sociale, per permettere a quante più persone possibile di andare in vacanza, ma anche per contribuire a combattere la stagionalità, a rafforzare il concetto di cittadinanza europea e promuovere lo sviluppo regionale. Di grande interesse per noi sono gli obiettivi di creare un “marchio europeo turistico di qualità” in base a criteri comuni o il sostegno al turismo sostenibile.
Nel corso della festa sono intervenuti anche il responsabile Turismo Pd, Armando Cirillo, che ha ricordato che il Pd sostiene i Buoni Vacanze, con una Proposta di legge in grado di rafforzarli. E’ stata la parlamentare Pd Elisa Marchioni a spiegare che la proposta di legge trae ispirazione dal modello francese. Si tratta di un meccanismo, in funzione dal 1985, molto simile a quello dei buoni pasto: la quota per ogni famiglia è interamente detassata, in parte è a carico del datore di lavoro, e una quota e’ a carico del lavoratore (anche autonomo). Marchioni ha sottolineato che mentre in Italia finora hanno usufruito dei Buoni circa 7mila famiglie per circa 5 milioni di euro complessivi, in Francia ogni anno vengono erogati buoni per un miliardo e 400milioni di euro, a tutto vantaggio dei lavoratori e del mercato del turismo. In questo modo, potrebbero permettersi una vacanza a prezzo conveniente anche famiglie che attualmente non riescono a concedersela’.
Per sostenere la voglia di vacanza degli italiani, e l’industria turistica, il Pd si dice pronto a ‘scommettere’ sui Buoni vacanza, pero’ detassandoli, come avviene in Francia. La proposta e’ stata illustrata alla Festa nazionale del Pd dedicata al Turismo in corso ad Abano Terme.
‘Il Partito Democratico – ha detto il responsabile Turismo Pd, Armando Cirillo – intende scommettere sui Buoni Vacanze con una Proposta di legge in grado di rafforzarli. I buoni vacanze possono dare un contributo importante alla crescita del turismo italiano’. ‘La proposta di legge – spiega la parlamentare Pd Elisa Marchioni – trae ispirazione dal modello francese. Si tratta di un meccanismo, in funzione dal 1985, molto simile a quello dei buoni pasto: la quota per ogni famiglia e’ interamente detassata, in parte e’ a carico del datore di lavoro, e una quota e’ a carico del lavoratore (anche autonomo)’. ‘Mentre in Italia – continua Marchioni – finora hanno usufruito dei Buoni circa 7mila famiglie per circa 5 milioni di euro complessivi, in Francia ogni anno vengono erogati buoni per un miliardo e 400milioni di euro, a tutto vantaggio dei lavoratori e del mercato del turismo. In questo modo, potrebbero permettersi una vacanza a prezzo conveniente anche famiglie che attualmente non riescono a concedersela’.

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