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Una manovra suicida

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Oggi a Udine si è tenuto un incontro fra i parlamentari regionali, i capogruppo consiliari e il presidente della Regione Tondo sulle misure economiche previste dalla manovra aggiuntiva del Governo per contrastare la crisi finanziaria e sulle sue conseguenze in Regione. Le responsabilità politiche sono e restano distinte, ma noi faremo la nostra parte per evitare ulteriori penalizzazioni alla regione.
La combinazione dei tagli aggiuntivi della manovra bis, della partecipazione al fondo perequativo del federalismo fiscale e del minor gettito fiscale previsto in regione gettano una pesantissima ipoteca sulla capacità del Friuli Venezia Giulia di sostenere un accettabile livello di servizi. Ribadiamo che la Giunta ha fatto errori gravi di sottovalutazione e debolezza nei rapporti con il Governo centrale, soprattutto quando è stato firmato un protocollo con lo Stato che ha ceduto 370 milioni al Governo in cambio dei nostri diritti. La necessità di fare fronte all’emergenza della crisi ci convince dell’opportunità di partecipare a iniziative legislative comuni al Parlamento, dove deputati e senatori sottoscriveranno l’emendamento a salvaguardia delle competenze previste dagli Statuti di autonomia delle Regioni speciali. In Consiglio regionale il Gruppo del Pd presenterà una mozione per impegnare la Giunta e il Presidente a non versare a Roma la quota del fondo per un federalismo che non esiste più, confidando in una larga condivisione.
Deve essere chiaro che siamo arrivati a questo punto perché sono state fatte delle scelte sbagliate, e che le prerogative dell’autonomia dovevano essere esercitate prima, non a posteriori. A questo punto, l’autonomia è uno strumento che si deve usare per rilanciare l’iniziativa della Regione, e su questo occorre cominciare a impegnarsi al più presto.

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