abbonati: Post | Commenti | Email

No agli ultimatum

0 comments

Sulla partecipazione allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 6 settembre si sono accese le ormai usuali polemiche che segnano le occasioni di questo genere.
Giuseppe Fioroni ritiene che non sia responsabile cercare di uscire dalla crisi con gli scioperi e il presidente dell’Udc Casini invece definisce lo sciopero “un grave errore politico” e lancia un avvertimento al PD intimandogli di scegliere da quale parte stare. Ma il Pd non ha bisogno di nessun ultimatum, né da Casini né da Fioroni.
Quelli che demonizzano lo sciopero della Cgil sbagliano allo stesso modo di quelli che lo cavalcano. Sarebbe invece ora che si recuperasse appieno il senso e l’orgoglio dell’azione politica autonoma, che è qualcosa di sostanzialmente differente dalla lotta sindacale. Non è in questione la condivisione o meno di uno o più dei punti specifici che sono alla base dello sciopero: nella fattispecie sull’art. 8 della manovra di ferragosto il Pd si è espresso con molta chiarezza e farà la sua parte nelle sedi proprie. Sono invece in questione le rituali polemiche sul partecipare o non partecipare, quasi che l’andare in piazza procuri un certificato di opposizione garantita, e restare a casa dia il bollino di moderati doc. Da questo punto di vista, Casini e Di Pietro sono le due facce della stessa medaglia, rivelano scarsa autonomia politica e rappresentano forme opposte di demagogia.
Quel che rimane sul tavolo senza risposte ce l’ha ricordato opportunamente Bersani: sono le divisioni che incidono il mondo sindacale e che lo indeboliscono quando si siedono al tavolo con il Governo.

Segnala questo post anche su:

Leave a Reply

Prossimi appuntamenti

Clicca su Agenda per visualizzare il calendario completo