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Mafia e Padania

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“Se, oltre ad avere un ministro dell’Interno padano, avessimo anche i magistrati padani, un Csm padano, probabilmente in Padania la mafia non ci sarebbe”. Lo ha detto ai microfoni di Radio Padania Libera l’onorevole Alberto Torazzi, capogruppo del Carroccio in Commissione attività produttive che non contento ha poi indicato nell’origine “meridionale” dei magistrari la causa delle fughe di informazioni dalle procure.
Le parole di certi esponenti della Lega sono un insulto nei confronti di quanti, da tutta Italia, hanno versato il loro sangue per la difesa delle leggi dello Stato.
A fare il gioco della mafia sono proprio coloro i quali incrinano l’autorevolezza dello Stato unitario contrapponendogli un deforme feticcio cui hanno dato il nome di Padania. E’ disgustoso anche solo introdurre il sospetto che la capacità di contrastare la mafia sia proporzionale alla dose di sangue “padano” che scorre nelle vene dei magistrati: mai come in questo caso è appropriato parlare di razzismo.
Chi si mette su questa strada fa presto ad estendere il suo perverso ragionamento e a diffidare dei poliziotti e dei militari meridionali e poi magari di ogni altra categoria sociale e professionale. Il razzismo è verme che si lascia insinuare facilmente ma sappiamo bene quanto costa poi estirparlo.

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