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Porti e sviluppo

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Il presidente e la giunta regionale devono capire che il porto di Trieste è uno degli snodi fondamentali per la competitività dell’intero Friuli Venezia Giulia.
Da parte della Regione dobbiamo constatare una inerzia le cui conseguenze possono dimostrarsi gravissime entro tempi brevi. Infatti non risultano iniziative rilevanti tese a recuperare i traffici dello scalo triestino né a sollecitare risorse fresche dal Governo, a cominciare dalla scandalosa vicenda della piattaforma logistica. Se la Regione ha fatto qualcosa, ce lo dica e rassicuri gli operatori e i cittadini che tutti i passi sono stati già fatti, inclusi quelli formali del presidente Tondo presso il ministro Matteoli.
Sarebbe anche importante sapere se la Regione intende continuare a finanziare la società Alpe Adria in modo da permettere di mantenere tutte le attuali destinazioni o se intende invece aspettare l’inizio del prossimo anno e assistere così al crollo dei traffici. Alpe Adria è uno strumento a disposizione che la regione non utilizza appieno e che va incentivato aggiungendo nuove destinazioni al porto di Trieste e non tagliandone i collegamenti e le frequenze.
I problemi sono sempre quelli e non si ha notizia di alcun passo avanti: dal bivio di Aurisina alla dotazione ferroviaria a servizio del porto di Trieste, agli investimenti sullo scalo attivabili da subito e capaci di attrarre le grandi navi portacontainer. E’ venuto il momento che, a due anni dalla fine della “legislatura delle infrastrutture” e dopo l’impantanamento a Monfalcone, Tondo ci riveli qual è la strategia di sviluppo per il porto di Trieste che la regione intende avviare in sinergia con l’Autorità portuale.

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