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A Bologna si ritrova il Pd

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Né destri né sinistri, né rottamatori né carrozzieri, a Bologna si ritrova il Pd. Non pensavo bisognasse spiegarlo, ma a quanto pare è opportuno sgombrare il campo da incertezze.
Prima però voglio dire che mi sembra assai un buon segno se si moltiplicano gli appuntamenti di approfondimento politico dentro il Pd, perché vuol dire che nel partito c’è voglia di agire; e che è un ottimo segno se l’iniziativa parte dai cosiddetti giovani, perché vuol dire che stanno cominciando a camminare con le loro gambe. Insomma, i pessimisti e i detrattori per professione o a tempo perso possono prendere atto che sul pianeta Pd la vita non manca.
Non sarebbe poi neanche male se riuscissimo a liberarci da quell’ossessione complottista per cui quando qualcuno organizza qualcosa nel Pd, come minimo sta prendendo di mira il segretario nazionale. Perché confesso di stupirmi quando leggo i titoli dei giornali e scopro che sto “isolando” Bersani, o che magari mi preparo a “fargli la festa”. Vorrei invece che non ci fossero dubbi sul fatto che, prima di tutto, siamo assai preoccupati per la piega che stanno prendendo le cose nel Paese, dove in piena crisi l’avvicinarsi della resa dei conti nel centrodestra sta paralizzando uno dei Governi peggiori della storia italiana. E che in questo frangente la responsabilità del Partito democratico di fronte al Paese è forse più grande che in altri momenti, e quindi il nostro impegno non è davvero quello di smontarne i pezzi, ma quello di portargli energie fresche. Quando cadrà Berlusconi, perché cadrà, toccherà al Partito democratico tenere salda la barra e impedire che le macerie travolgano tutto indistintamente. E il Partito democratico avrà bisogno che tutti remino dalla stessa parte, senza che nessuno faccia il furbo pensando alla convenienza di questo o quel posizionamento. Mi pare che abbiamo abbastanza da fare, e che quindi sia un esercizio poco utile anche quello di incasellarci come “ortodossi”, “sinistri” o… renzisti!
A Bologna, per esempio, tutti sono invitati e le finestre saranno spalancate. Con l’aiuto tra gli altri di Scalfarotto e Sassoli, di Rossi ed Errani, di Emiliano e Zingaretti, di Bindi e Franceschini, penso che il dialogo del Partito democratico con la società civile sarà un costruttivo momento di buona politica.
Penso pure che a questo punto non occorra sottolineare che Bersani è da sempre il benvenuto.

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