abbonati: Post | Commenti | Email

Italia-Europa?

0 comments

Oggi Berlusconi ha scritto la sua ultima lettera a Babbo Natale: gli ha chiesto di passare ancora un capodanno a Palazzo Chigi. Probabilmente questo regalo glielo fanno, ma poi è finita la festa. E’ stretto fra l’incudine delle autorità europee che chiedono di tornare al rigore dopo la gestione fallimentare di Tremonti-Berlusconi e il martello di Bossi. Chi si chiede perché abbia tanta fretta di tornare al voto sapendo di perdere, ha la risposta nel sistema elettorale: con il porcellum in vita c’è l’occasione d’oro per fare piazza pulita nella Lega di congiurati e malfidi.
Nel frattempo, c’è ancora qualcuno che pretende di sostenere che il governo Berlsuconi è credibile. Spiacenti, ma la credibilità di un governo non è certo una virtù che si può guadagnare scrivendo lettere o convocando conferenze stampe per far colpo sulla classe politica europea. I lavori parlamentari degli ultimi giorni ci mostrano come in Parlamento il Governo e il centrodestra si giochino quotidianamente grosse fette di credibilità politica non essendo in grado di far approvare praticamente nulla delle sue proposte anche di diretta derivazione comunitaria. Il caso del parere di maggioranza sulla legge di stabilità bocciato ieri nella commissione delle Politiche dell’Unione Europea è lampante: il ministro Bernini ha dovuto subire l’approvazione del parere redatto dalle opposizioni, dimostratesi pronte per un programma comune sul tema europeo. La bocciatura segue solo di poche ore altri due “incidenti” parlamentari sul protocollo delle Alpi e sullo scottante tema dei pagamenti per le piccole e medie imprese.
Nel primo caso ancora una volta è stata gettata un’ottima occasione per chiudere, dopo oltre un decennio, la questione della ratifica della Convezione per la protezione delle Alpi. L’Italia è l’unico Paese a non aver ancora ratificato il trattato e ciò è ancora più grave perché è saltato anche il protocollo Trasporti, che pone a rischio la tutela dei paesaggi alpini e lo sviluppo dell’intermodalità.
Nel secondo caso invece lo schiaffo è diretto alle piccole e medie imprese che da tempo attendono soluzione al problema dei ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni. L’anno scorso il Parlamento Europeo, con consenso bipartisan, aveva approvato una direttiva comunitaria che risolveva l’annoso problema ponendo tempi certi per i pagamenti ma il Governo ha volutamente escluso questo capitolo dall’approvazione della legge comunitaria 2011.
In due giorni il Governo ha quindi inanellato tre atti contrari alle politiche europee.

Segnala questo post anche su:

Leave a Reply

Prossimi appuntamenti

Clicca su Agenda per visualizzare il calendario completo