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Welfare e disabili

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I disabili e le loro famiglie hanno diritto a una piena integrazione scolastica e lavorativa, ma ciò che bisogna costruire soprattutto è una mentalità nuova. E’ questo il senso ultimo dell’incontro che ho avuto con il presidente dell’associazione Camminiamo Insieme Onlus, Ireneo Bertossi.
L’associazione, che raccoglie oltre cento iscritti e che autofinanziandosi realizza con risorse proprie progetti rivolti alle persone disabili e alle loro famiglie, mi ha rappresentato le innumerevoli criticità che colpiscono una categoria sociale già di per sé debole. Sono così emerse le difficoltà di applicazione, rispetto al pubblico, nel settore privato della legge 104/92 che assegna permessi giornalieri a chi assiste un disabile non ricoverato a tempo pieno, la mancanza di insegnanti di sostegno qualificati e la richiesta di copertura previdenziale per i genitori che lasciano il lavoro dovendo assistere un figlio disabile al 100%. I disabili chiedono un welfare uguale per tutti, di livello europeo.
Le normative dell’Unione europea mirano a rimuovere gli impedimenti a una partecipazione alla vita sociale maggiore dei limiti funzionali e che tendono a impedire la discriminazione dei soggetti più deboli, ma trovano scarsa e imperfetta ricezione in molti Stati membri, tra i quali l’Italia.
Ho espresso vivo apprezzamento per lo stimolo collaborativo dell’associazione nei confronti degli ambiti e per le iniziative che ormai hanno assunto il rilievo dell’appuntamento provinciale, come la presentazione del calendario Cjaminin insieme, evento programmato per il prossimo 11 novembre presso l’auditorium comunale di Pasian di Prato.

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