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Balneari

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Per salvare cabine, bar e ristoranti sulle spiagge d’Italia un corteo di camper è partito all’alba di ieri da Toscana, Liguria, Lazio, Veneto, Marche e Abruzzo con destinazione Bruxelles. A place Schuman, tra le sedi della Commissione e del Consiglio Ue, hanno manifestato per dire “no alle aste, sì alla deroga” alla direttiva Bolkenstein che liberalizza i servizi in Europa e vieta il rinnovo automatico delle concessione demaniali, imponendo che queste vengano messe all’asta ogni 7 anni.
Assieme ad altri miei colleghi ho ricevuto una delegazione dei gestori degli stabilimenti e assieme a loro abbiamo incontrato i tecnici della Commissione Europea.
La direttiva non tiene conto della specificità della situazione italiana, dove le imprese sono tutte molto piccole ed attualmente non hanno più certezza di impresa. Gli investimenti sono bloccati e l’intero turismo balneare (30mila aziende con i rispettivi 300mila lavoratori) è a rischio.
Per il parziale recepimento della direttiva sui servizi, che risale al 2004, l’Italia è sotto procedura di infrazione. In un tentativo di soluzione il governo aveva proposto che le concessioni avessero durata di 90 anni, ipotesi seccamente respinta da Bruxelles. Ma nell’incontro di ieri è emerso che nella direttiva ci sono margini di manovra.
Ma ora l’importante è che prima di tutto si chiuda la procedura di infrazione. In questo senso la palla nel campo del governo italiano.

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