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Dramma nel Sinai

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Le notizie riferite nel reportage del 17 novembre 2011 dal settimanale L’Espresso con il suo impressionante corredo fotografico, e da altri quotidiani e periodici, ci continuano ad informare sulla tragica vicenda di numerosi emigranti eritrei che fuggono dal regime di Isaias Afewerki subendo ogni specie di angheria e molto spesso venendo uccisi per alimentare il traffico di organi. Una sorte che tocca a molti somali, sudanesi ed etiopi che, se non riescono a superare il confine vengono fatti prigionieri dalle bande dei predoni del Sinai o torturati nelle carceri egiziane. In questi luoghi non esistono organizzazioni umanitarie né alcuna sede dell’Alto commissariato per i rifugiati.
In risposta alla mia interrogazione E-001278/2011, la Commissione europea informava che, in base al Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale verranno rafforzati i rapporti con i paesi intenzionati a intraprendere il processo di riforme democratiche e a conseguire progressi concreti e che la Commissione e l’Alto Rappresentante stanno riesaminando la politica europea di vicinato.
Ho quindi chiesto in un’ ulteriore interrogazione alla Commissione se sia al corrente delle modalità dei violenti soprusi e stupri cui sono sottoposte queste persone; inoltre quali siano le forme di pressione dirette che la Commissione intende porre in atto affinché cessino queste violenze e siano tutelate le basi fondamentali dei diritti, inclusa la libertà di credo.

Qui potete scaricare il reportage sui dannati del Sinai.

I dannati del Sinai/1
I dannati del Sinai/2
I dannati del Sinai/3

Qui potete leggere il reportage realizzato da Alessandra Coppola per il Corriere della Sera.

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