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Bomba o non bomba

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Intimidire e disarticolare con la violenza uno dei principali strumenti di lotta all’evasione di cui dispone lo Stato italiano sono atti che non si possono “capire” in nessun modo. I numerosi messaggi che ho ricevuto mi inducono a precisare ancora il mio pensiero.
Equitalia è un pezzo dell’amministrazione pubblica controllato da Inps ed Agenzia delle Entrate ed è nato pochi anni fa per cercare di sanare una delle nostre tragedie nazionali: a metà degli anni 2000 se il fisco accertava 100 di evasione lo Stato riusciva ad incassare realmente solo 5 e per farlo doveva spendere 9. Il risultato paradossale era che non solo non si recuperavano i soldi evasi ma nemmeno i soldi spesi per tentare di farlo.
L’obiettivo della politica, specialmente della nostra politica di centrosinistra, dovrebbe essere quello di mettere Equitalia in grado di combattere uno dei cancri nazionali: quell’evasione fiscale che per alcuni “berluscones” in passato era quasi un diritto da proclamare a voce alta. Dubito che si possa sperare di ottenere qualunque risultato positivo chiedendone la chiusura.
E’ vero, ci sono stati molti, troppi, casi di piccoli imprenditori e semplici cittadini gettati nella disperazione, fino all’estremo, a causa di una cartella cresciuta a dismisura. E vero, ci sono incongruenze nella gestione di riscossioni che portano alla rovina il debitore. Ma quella di Grillo è una denuncia, una proposta o una provocazione?
Per me il post di Beppe Grillo è una provocazione da non condividere in nessun modo anche se tocca molte corde sensibili di molto contribuenti. Perché una cosa è la protesta legittima contro ciò che non funziona e magari è ingiusto, un’altra – ben diversa! – è avanzare l’ipotesi che siccome Equitalia fa schifo allora chi mette le bombe potrebbe avere una buona ragione. Se si ammette che ci possono essere ragioni da capire dietro atti di violenza che, con tutta evidenza, non sono opera di cittadini disperati ma rispondono a un disegno, ci si incammina su una strada pericolosa. Aggiungo che mi sembra del tutto fuori luogo anche il paragone fatto da Grillo fra i botti di fine anno e le esplosioni di Equitalia.
Come ricorda oggi Dario Di Vico sul Corriere della Sera nella recente manovra il governo ha adottato due misure che vanno giudicate con favore, l’allungamento della rateizzazione dei ruoli e la normalizzazione dei costi della riscossione. Questa è la strada da percorrere, difficile e certo poco popolare, ma è l’unica possibile per chi, come me, voglia ricoprire responsabilmente un ruolo politico.

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