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Mediocredito

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Bankitalia ha disposto 220 mila euro di sanzioni al cda, al direttore generale e ai componenti del collegio sindacale della finanziaria regionale Mediocredito Fvg. Sanzioni che si riferiscono alle irregolarità accertate da Bankitalia nell’ispezione iniziata il 7 settembre e chiusa il 17 novembre del 2010: carenza nell’organizzazione, nei controlli interni e nella gestione del credito da parte dei consiglieri e del direttore generale e alla carenza di controlli da parte del collegio sindacale. La Banca d’Italia contesta ai vertici del Mediocredito di aver deteriorato la qualità del portafoglio prestiti, erodendo i margini patrimoniali, proprio a causa di controlli carenti. Uno scandalo avvenuto nel silenzio inquietante della Giunta Tondo.
La Giunta regionale deve dire ai cittadini se ritiene che un cda di Mediocredito screditato dalle sanzioni e mutilato nell’organico possa rimanere alla testa di una struttura finanziaria strategica per il Friuli Venezia Giulia: un’iniziativa è urgente anche perché le imprese della regione devono poter avere fiducia in Mediocredito.
L’ispezione di Bankitalia a Mediocredito è nota da mesi, il Pd l’ha denunciata pubblicamente attraverso interrogazioni in Regione e al Parlamento, ed è addirittura diventata una notizia di rilievo nazionale che marchia negativamente il Friuli Venezia Giulia: da parte dell’esecutivo regionale non è possibile continuare a sottovalutare le condizioni di mala gestione svelate dagli ispettori e ignorare l’evidente conflitto di interessi.
Il giudizio del tutto negativo sulla ricapitalizzazione voluta da Tondo, che serve a mettere una pezza sopra la cattiva gestione e sottrae risorse che potevano andare allo sviluppo.

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