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Opposizione responsabile

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Venerdì 27 gennaio tutti i parlamentari che rappresentano il Friuli Venezia Giulia in Italia ed in Europa sono convocati assieme ai capigruppo consiliari dal presidente della giunta regionale Tondo per valutare l’impatto economico e normativo del decreto “Salva Italia” sulla regione. Noi democratici, come sempre, daremo il nostro responsabile contributo per affrontare la crisi e limitare i danni causati dall’amministrazione Tondo.
Il Partito democratico partecipa a un tavolo la cui convocazione ha chiesto per primo e più volte, ma deve comunque essere chiaro che lo facciamo mantenendo un giudizio del tutto negativo sull’operato della Giunta Tondo. Il governo regionale infatti non ha nulla a che spartire con l’esperienza del Governo Monti, dove Pd, Pdl e Terzo polo hanno condiviso la necessità di una discontinuità e di sostenere un esecutivo che tenesse a galla l’Italia nonostante le macerie lasciate da Berlusconi e dalla Lega.
In Regione, la Giunta Tondo continua a restare arroccata nel potere senza prendere atto che sarebbe stato necessario un deciso salto di qualità. Il Pd si oppone senza riserve né compromessi a questa gestione fallimentare, perché noi ma soprattutto i cittadini del Friuli Venezia Giulia ne hanno già abbondantemente sperimentato l’incapacità, la debolezza e l’assoluta mancanza di progettualità.
In armonia con le esigenze di risanamento del Paese e nell’interesse della comunità regionale che ha bisogno di ricominciare a crescere, il Partito democratico farà la sua parte per sfruttare le potenzialità dello Statuto speciale e assicurare così al Friuli Venezia Giulia un’interlocuzione credibile nei confronti del Governo nazionale. Certezza di risorse finanziarie, infrastrutture strategiche logistiche e di trasporto, bonifiche, benzina, tassa di stazionamento per le imbarcazioni sono alcuni capitoli che dovranno essere trattati con il Governo, e sarà determinante la nostra capacità di non presentarci con il cappello in mano né con toni inutilmente arroganti. Il nostro ruolo di regione speciale lo difenderemo se avremo l’orgoglio di offrirci al Paese come soluzione e non come un altro problema da smistare sui tavoli ministeriali.

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