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Sanità nodo politico

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Oggi il presidente Tondo, rispondendo alle critiche mosse dal Pd alla gestione sanitaria regionale, dichiara, vantandosene, di essere un lavoratore instancabile e di non avere quindi alcun problema a svolgere il doppio ruolo di presidente della Giunta e di assessore alla sanità. Ma il nodo della sanità regionale resta politico e per scioglierlo al presidente Tondo non basta atteggiarsi a lavoratore erculeo.
Anche in ambito sanitario il Pd del Friuli Venezia Giulia sa essere forza di governo, dà il suo contributo e fa le sue proposte, e proprio per questo dobbiamo essere rigorosi. Il giudizio più severo sul Piano sociosanitario regionale non l’ha però formulato il Pd, ma il Ministro della Salute del Governo Berlusconi. Per le lacune e l’astrattezza, secondo il Ministero, il documento della Giunta farebbe infatti desumere “l’intento della regione di confermare la strategia di programmazione delineata nel Piano sanitario e sociosanitario 2006-2008″, quello cioè della giunta Illy.
Neanche il tanto proclamato controllo dei conti può essere addotto da Tondo a prova della sua buona amministrazione, dato che già nel 2007 il libro bianco di Sacconi aveva collocato la nostra regione al primo posto in Italia per il rispetto dei parametri essenziali. Poco da vantarsi poi, se i conti si tengono in ordine sulle spalle dei dipendenti, tagliando il turn over e utilizzando gli accantonamenti di bilancio.
In questo panorama sconfortante, l’ospedale di Pordenone si erge come un simbolo negativo, dal momento che con la Giunta Illy avevamo il capitolato pronto e approvato ed erano state addirittura avviate le opere propedeutiche, mentre dopo il dirottamento alla Comina manca pure il terreno.

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