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Montagna Fvg

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“Per il tarvisiano e la montagna friulana in generale la soluzione è in Europa e si chiama Gect”. Lo afferma il consigliere regionale del Pd Sandro Della Mea. “Infatti il Gect, o Gruppo europeo di cooperazione territoriale – spiega Della Mea – è uno strumento comunitario che consente di attuare progetti cofinanziati dalla Comunità.”
“Il piano – continua Della Mea – permette inoltre di realizzare azioni di cooperazione territoriale su iniziativa degli Stati membri. Lo scopo del gruppo, che può essere composto da Stati membri, collettività regionali, collettività locali o organismi di diritto pubblico, è quello di agevolare e di promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale tra i suoi membri”.

Ricordando che “nella nostra Regione esiste già un esempio avviato di Gect, fra i Comuni di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba, che hanno individuato questo strumento europeo come la forma più adatta per dare ulteriore sviluppo alla loro collaborazione, formalizzandolo nel settembre del 2011, Della Mea propone che “si valuti l’adozione di questo stesso strumento anche fra i Comuni di Tarvisio (Udine), Arnoldstein (Austria), Kranjska Gora (Slovenia), oppure per Pontebba (Udine), Hermagor (Austria), o per Chiusaforte (Udine), Bovec (Slovenia)”. Per Della Mea “il Gect rappresenta una valida alternativa o almeno un complemento all’ipotesi di zona franca urbana, la cui istituzione si basa su un presupposto di disagio dovuto alla marginalità di un certo territorio, che così viene quasi marchiato di sottosviluppo”.

Un’analisi “pienamente condivisa” dall’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, secondo cui “si parli di zona franca urbana o di Gect, deve esserci la consapevolezza che si sceglie di andare verso uno sviluppo economico e sociale del territorio, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione. Perché – osserva – “in Friuli Venezia Giulia abbiamo molte carte vincenti da mettere sul tavolo della progettualità comunitaria, soprattutto quella più avanzata, e sarebbe una colpa grave non giocarcele. Però per farlo, ci sono soggetti come i piccoli comuni che avrebbero bisogno di un supporto tecnico e informativo aderente alle loro necessità, e su questo – conclude – l’Assessorato regionale competente potrebbe fare molto di più”.

(pubblicato il 05.03.2012 da altofriuli.com)

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