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Danieli

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La decisione presa dal gruppo Danieli di investire circa 500 milioni di euro per un polo produttivo in Serbia è un impoverimento per la nostra regione. Il richiamo del presidente di Confindustria Udine è giusto e opportuno, altrettanto giustificati sono i richiami delle rappresentanze sindacali.
Non è da discutere se un’azienda come la Danieli decide di investire risorse rilevanti in un altro Paese, ma è invece da chiedersi se da parte di chi ne ha la responsabilità è stato fatto tutto il possibile e il dovuto per offrire un’alternativa credibile. Dobbiamo chiedere alla Giunta Tondo perché non esiste una politica industriale per il Friuli Venezia Giulia, perché non c‘è attenzione ai processi di internazionalizzazione, in maniera da avvicinare la produzione di beni e servizi ai mercati di consumo, perché è sempre più forte la percezione che con le imprese il centrodestra è prodigo di parole ma avarissimo di provvedimenti concreti.
Bisogna attivare gli strumenti finanziari di cui la Regione è dotata, dialogare molto di più con le imprese, stringere con loro un patto che coinvolga i lavoratori, ascoltare le tante richieste che vengono ad esempio sul problema energetico, impegnarsi a rendere i territori attrattivi e competitivi con reti materiali e immateriali. Visto che siamo già molto in ritardo, se non si comincia subito, Danieli sarà solo il caso più visibile e impattante di una migrazione lenta e silenziosa.

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