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Sobrietà

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Intervenendo al secondo convegno ecclesiale del Triveneto il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo ha lanciato un richiamo alla sobrietà per gli amministratori pubblici rivendicando la sua rinuncia al compenso come commissario straordinario della Terza corsia e i tagli di una serie di enti, come il Tutore dei minori e il Difensore civico.
In questo appello alla sobrietà si è sentita una nota assai stonata.
Perché se spetta alle alte autorità morali e religiose lanciare appelli ai governi e alla politica, non è davvero questo il compito del presidente della regione. Da lui, che è eletto per operare con i fatti, ci aspettiamo invece che crei le condizioni per il bene comune del territorio che governa, e le fredde statistiche dicono impietosamente che il suo operato è fallimentare.
A poco vale rivendicare i colpetti di forbice ai costi della politica o peggio l’abolizione di organi come il garante dei minori, quando invece l’elefante della burocrazia regionale è ancora immobile e intoccabile. Anche la sobrietà personale, apprezzabilissima sia chiaro, dimostrata rinunciando al compenso come commissario della terza corsia, non può bilanciare il risultato sotto gli occhi dei cittadini, cioè che la realizzazione dell’opera è a rischio grave e non si vede come la Giunta vorrà scongiurarlo.

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