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Riforma inutile

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Sono venute alla luce le linee della riforma, pensata dal centro destra, del sistema sanitario regionale in Friuli Venezia Giulia, che prevedono l’accorpamento delle attuali sei Aziende per i Servizi Sanitari in un’Azienda regionale unica, più altri interventi a modifica della struttura. I dettagli confermano i timori che avevamo già espresso, e ora è chiaro che Tondo ha partorito una riforma sanitaria inutile per la salute e dannosa per le tasche dei cittadini.
Optando per l’azienda unica si è scelto di creare un grosso apparato burocratico, che non razionalizza e non farà risparmiare. Lo dimostrano esperienze analoghe che bisognava aver voglia di studiare, come altrettanto chiaramente lo dimostrano i calcoli e le simulazioni, fatte dalla stessa Regione e ancora a disposizione della giunta Tondo.
E’ gravissima, inoltre, la sospensione della corrispondenza territoriale del Servizio sociale dei Comuni con il distretto, perché disarticola i principi fondamentali dell’integrazione sociosanitaria e del Distretto, che invece dovrebbe essere consolidato, in quanto presidio della prevenzione e promozione della salute, responsabile delle cure domiciliari e della continuità assistenziale, luogo di incontro operativo ed integrato tra Sanità e Servizi sociali. Il taglio dei distretti farà risparmiare briciole in stipendi e creerà problemi enormi e costosi di coordinamento territoriale.
Se occorre ripeterlo, diciamo ancora che il Pd non ha pregiudizi, ha idee e proposte, sulle quali è pronto a confrontarsi e a mettersi in discussione, a partire dal disegno di legge presentato dalla giunta di centrosinistra proprio con l’allora assessore Beltrame, che prevede le tre aree vaste. Certo non a partire dai principi di una riforma il cui modello ispiratore è stato elaborato in una regione dove si pratica la privatizzazione più spinta, con certe conseguenze che non vorremmo mai vedere in Friuli Venezia Giulia.

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