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Le medaglie della Lega

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Ieri in provincia di Padova si è verificato un grave episodio di violenza. Accortosi che quattro giovani stavano assalendo il suo negozio, un tabaccaio si è difeso sparando, e uno dei ladri, un moldavo di 20 anni, è rimasto ucciso. Si possono fare molte considerazioni, non ultima quella sul panico e l’esasperazione che colpiscono tanti piccoli negozianti soprattutto in alcune aree del Paese, ma quando ci si trova davanti a un morto non c’è mai motivo di far festa o esprimere soddisfazione: la morte è comunque una tragedia.
E’ un pensiero che evidentemente non riesce a sfiorare il capogruppo della Lega Nord nel consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Questo signore, infatti, è riuscito a dire che al tabaccaio bisognerebbe “dare una medaglia”. Nessuno vorrebbe trovarsi al posto di chi, come quel tabaccaio, ha dovuto subire un’aggressione e decidere in pochissimi istanti come comportarsi, se reagire o farsi derubare. Ma nessuno, e tanto meno chi ha responsabilità pubbliche, deve permettersi di speculare in modo così bieco su un drammatico fatto di sangue. Se poi chi si compiace di incitare all’uso delle armi, all’autodifesa “americana”, parla a nome di un partito che per anni ha occupato la poltrona del Viminale possiamo tranquillamente parlare dell’autodenuncia di un fallimento totale.

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