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Europa e Turchia

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Ieri in una conferenza stampa con il premier turco Recep Tayyip Erdogan il presidente del Consiglio Mario Monti ha dichiarato che la Turchia “ è in grado di integrare l’Unione europea e portare un valore aggiunto economico geopolitico, strategico e culturale all’Ue”.
Un’affermazione che voglio sottoscrivere oggi, in occasione della festa per l’Europa che celebriamo il 9 maggio in ricordo del giorno in cui, nel 1950, vi fu la presentazione, da parte di Robert Schumann, del piano di cooperazione economica redatto da Jean Monnet.
Sono fortunatamente lontani i tempi in cui il Governo italiano su questi temi doveva arrabattarsi fra i segnali di apertura di Berlusconi e le crociate anti islamiche dei parlamentari leghisti che, ribadendo il loro “no non negoziabile” all’ingresso della Turchia nella Ue, minacciavano, in quel caso con l’europarlamentare Matteo Salvini l’uscita dalla Ue della fantomatica “nazione padana”.
Con il completamento del processo di integrazione europea dei Balcani e la ripresa del processo di adesione della Turchia, l’Europa compie passi importanti verso un rafforzamento necessario sul piano politico prima ancora che su quello economico, per garantire sviluppo e stabilità ad un’area, quella del Mediterraneo, che anche in anni recenti ha vissuto lacerazioni profonde.
E a chi dirà che è follia pensare di allargare un’Unione che sembra già vacillare, rispondo che il sogno europeo diventerà un incubo e un tracollo comune proprio quando smetterà di nutrirsi di ideali, di darsi traguardi e di lavorare assieme per raggiungerli. Guardiamo alla Turchia anche per ritrovare noi stessi

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