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Primarie democratiche

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Le primarie del Pd sono uno strumento di selezione democratica interna, non una tattica per restringere o allargare la coalizione che si schiererà contro Tondo.
E’ evidente a chiunque che in questo momento sarebbe operazione estremamente azzardata quella di ipotecare il futuro dello scenario politico nazionale, e quindi anche di quello regionale che è strettamente connesso. Ma la maggior forza d’opposizione ha il dovere di proporre il suo candidato alla presidenza della regione, e dunque non deve suscitare stupore il fatto che il Pd, cioè il partito che ha inventato le primarie, ora le applichi a se stesso per scegliere il proprio candidato. Sono decisioni che vanno rispettate, soprattutto quando un partito le prende sancendole con il voto del suo massimo organo assembleare, al punto che sarebbe auspicabile se una simile pratica venisse adottata anche da altre forze politiche.
Le primarie interne non contraddicono né escludono a priori quelle di coalizione. Il Pd sta lavorando da oltre un anno sul programma e quella sarà la base su cui si costruirà la coalizione alternativa alla giunta Tondo, attraverso un serio e pragmatico confronto e non su pregiudiziali ideologiche.

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