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Terremoto in Emilia

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Dopo la scossa dello scorso 20 maggio oggi l’Emilia ha tremato ancora e alle prime vittime se ne sono aggiunte altre, sembra quindici. Migliaia gli sfollati, e sempre più gravi i danni al patrimonio culturale.
In un’interrogazione alla Commissione europea sottoscritta anche dalla collega Francesca Balzani (PD) ho chiesto all’Unione Europea di rendersi partecipe di questo dramma nazionale.
L’emergenza è ovviamente occuparsi degli sfollati e rimettere in funzione il prima possibile l’apparato produttivo, ma bisogna già da ora pensare alla ricostruzione e a far rivivere i tesori culturali dell’Emilia che ora sono in macerie.
Gli strumenti esistenti della coesione economica e sociale permettono di finanziare le azioni di prevenzione dei rischi. Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea ha l’obiettivo di affrontare situazioni d’emergenza in maniera rapida, efficace e flessibile, secondo le disposizioni definite nell’articolo 3 comma 2 del Regolamento (CE) n. 2012/2002, che però non prevede alcuna voce per la ricostruzione del patrimonio culturale andato distrutto.
Perciò, abbiamo chiesto alla Commissione di dotarsi di uno strumento comunitario supplementare, distinto dagli altri esistenti, che consenta di finanziare la ricostruzione del patrimonio culturale distrutto in zone colpite da eventi naturali devastanti.

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