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Pluralismo

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Domani a Bruxelles, impegni di commissione permettendo, darò la mia adesione con altri trenta europarlamentari alla prima iniziativa dei cittadini europei per la libertà e il pluralismo dell’informazione. Vi posto il comunicato della FNSI che illustra l’importanza dell’iniziativa anche alla luce delle situazioni di emergenza informativa, quella ungherese su tutte, venute alla luce anche in questi giorni.

Domani, 31 maggio, al Parlamento europeo di Bruxelles sarà lanciata la prima Iniziativa dei cittadini europei (ICE) per la libertà e il pluralismo dell’informazione. L’ICE permette ad almeno un milione di cittadini di almeno sette paesi europei di presentare una proposta legislativa direttamente alla Commissione europea nei confini delle competenze normative dell’Unione europea. Queste sussistono ogni qual volta il corretto funzionamento del mercato interno è negativamente condizionato dalla presenza di divergenze tra le discipline nazionali. Da un’analisi delle normative nazionali relative ai mezzi di comunicazione di massa emerge che diversi sono i parametri usati per definire le posizioni lesive del pluralismo nei 27 Stati membri, e molto diversi sono anche i rimedi che le varie legislazioni europee adottano per prevenire o rimuovere posizioni lesive del pluralismo, nonché le regole in tema di incompatibilità tra attività politiche e controllo di mezzi di informazione di massa. Queste disparità mettono a repentaglio il funzionamento del mercato interno, ostacolando il diritto di stabilimento (art. 49 TFUE) e la libera circolazione dei servizi (art. 56 TFUE). La campagna sarà presentata a Roma il 2 giugno al Teatro Valle alle 18 insieme a Roberto Natale (FNSI), Luca Telese (La7 / Il Fatto) e Alberto Negri (Il Sole 24 Ore) nel contesto dell’Agorà Transeuropa, un festival politico e culturale di due giorni che porterà a Roma oltre quaranta reti europee. Secondo la totalità di rapporti, dall’OCSE a Freedom House, la situazione dell’informazione nell’Unione europea continua a degenerare. Le istituzioni europee si sono, finora, astenute dal prendere una posizione forte contro i singoli stati membri. Ma questo approccio passivo ha stimolato diversi governi a restringere o condizionare gli spazi per il pluralismo dell’informazione, come evidente in questi giorni nell’aggraversi della situazione ungherese con la chiusura della radio indipendente Klubradio da parte del governo di Viktor Orban. È dunque attesa già da molto tempo un’ampia iniziativa della società civile a livello europeo che spinga per un ruolo più incisivo da parte delle istituzioni europee nella salvaguardia del diritto a un’informazione libera e plurale. L’iniziativa europea per il pluralismo dell’informazione risponde a questa necessità. L’iniziativa ha attualmente costituito coordinamenti nazionali in 9 stati europei: Italia, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Ungheria, Romania, Bulgaria, Paesi Bassi, Portogallo. In ciscuno dei paesi coinvolti associazioni, organi d’informazioni, federazioni della stampa e sindacati stanno aderendo alla campagna europea e preparandosi alla raccolta firme per raggiungere e superare il traguardo di un milione di firme. Sono oltre 30 gli europarlamentari che sostengono la campagna. La campagna è portata avanti in Italia, fra gli altri, da European Alternatives, FNSI, il Comitato per la Libertà e il Diritto all’Informazione, Libertà e Giustiza, Articolo21, MoveOn.

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