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Appello per la Grecia

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Pubblico l’appello ai leader europei che cinquanta personalità europee che credono fortemente nel futuro dell’Euro e dell’Europa hanno sottoscritto esprimendo forte preoccupazione per l’eventuale uscita della Grecia dall’Euro e per chiedere a questi leader dell’Europa di cogliere la propria responsabilità storica. Fra i firmatari anche quattro italiani: Giuliano Amato, Emma Bonino, Giuseppe Scognamiglio e Luisa Todini.

Mentre la Grecia si sforza di formare un governo, molti in Europa sono rassegnati alla sua uscita dall’euro zona, perché ritengono possa essere una soluzione migliore rispetto ad anni di austerità. Inoltre ci sembra si stia consolidando l’idea che L’Europa sia ormai abbastanza forte per contenere l’effetto contagio di un’ uscita della Grecia. In realtà, crediamo che l’uscita greca sarebbe una catastrofe economica e politica. Non è affatto sicuro che l’attuale strutturazione di EFSF / ESM sarà in grado di prevenire un contagio o far fronte ad una fuga dei correntisti da banche italiane o spagnole. L’uscita della Grecia potrebbe innescare un break-up della zona euro, che a sua volta porterebbe ad una profonda recessione e a una nuova crisi finanziaria globale. Sarebbe anche in grado di distruggere il “soft power ” europeo e danneggiare irreversibilmente la posizione dell’Europa nel mondo. Facciamo quindi un appello ai responsabili politici europei affinché si trovi una soluzione di crescita sostenibile per la Grecia all’interno della zona euro. È ormai evidente che le misure di estrema austerità senza compromessi possano portare solo al fallimento economico. È necessario trovare un compromesso affinché la Grecia posso rimettere in ordine i suoi conti pubblici avendo più tempo per ridurre il suo deficit e per pagare i prestiti bilaterali e multilaterali. I tassi di interesse che la Grecia paga ai suoi partner europei devono essere tagliati. Il taglio di questi tassi d’interesse potrebbe essere legato all’entità del progresso della Grecia nell’attuare ben definite riforme. Questo darebbe al popolo greco speranza sulla capacità del paese di tornare alla crescita economica, pur sottolineando la necessaria responsabilità nel fare le riforme necessarie. Entrambe le parti dovranno fare sacrifici, ma crediamo che per raggiungere l’obiettivo di un’Europa prospera ne valga la pena.

As Greece struggles to form a government, many in Europe are resigned to its exit from the eurozone, which they claim may be better than years of harsh austerity. There also seems to be a growing feeling that Europe is now strong enough to contain contagion from a Greek exit. In fact, we believe a Greek exit would be an economic and political catastrophe. It is far from certain that the current EFSF/ESM framework will be able to prevent contagion or deal with a bank run in Italy or Spain. A Greek exit could trigger a break-up of the eurozone, which would in turn lead to a deep recession and a new global financial crisis. A Greek exit would also destroy Europe’s soft power and irreversibly damage its standing in the world.

We therefore appeal to European policymakers to give Greece a way to return to a sustainable growth trajectory within the eurozone. It has become evident that the course of extreme austerity without compromises can only lead to economic failure. Policymakers must find a compromise in which Greece brings its public finances in order in exchange for more time to reduce its deficit and to pay back bilateral and multilateral loans. The interest rates Greece pays to its European partners should be cut. This could potentially be linked to progress on clearly defined reforms. This would give the Greek people hope that they will be able to return to economic growth while underlining their own responsibility to deliver on necessary reform. Both sides will have to make sacrifices, but we believe that the idea of a prosperous Europe is worth it.

Sottoscritto da Asger Aamund (Denmark), Martti Ahtisaari (Finland), Giuliano Amato (Italy), Gordon Bajnai (Hungary), Peter Bofinger (Germany), Emma Bonino (Italy), Franziska Brantner (Germany), Maria Livanos Cattaui (Switzerland), Charles Clarke (UK), Daniel Daianu (Romania), Aleš Debeljak (Slovenia), Jean Luc Dehaene (Belgium), Andrew Duff (UK), Sebastian Dullien (Germany), Hans Eichel (Germany), Rolf Ekeus (Sweden), Teresa Patricio Gouveia (Portugal), Charles Grant (UK), István Gyarmati (Hungary), Danuta Hübner (Poland), Jaakko Iloniemi (Finland), Mary Kaldor (UK), David Koranyi (Hungary), Bernard Kouchner (France), Monica Luisa Macovei (Romania), Wolfgang Munchau (Germany), Alina Mungiu-Pippidi (Romania), Kalypso Nicolaïdis (France-Greece), Daithi O’Ceallaigh (Ireland), Christine Ockrent (France), Andrzej Olechowski (Poland), Marcelino Oreja Aguirre (Spain), Andrew Puddephatt (UK), Ana Palacio (Spain), Charles Powell (UK/Spain), Robert Reibestein (Netherlands), Lord George Robertson (UK), Albert Rohan (Austria), Adam Daniel Rotfeld (Poland), Daniel Sachs (Sweden), Giuseppe Scognamiglio (Italy), Narcís Serra (Spain), Aleksander Smolar (Poland), Ion Sturza (Romania), Pawel Swieboda (Poland), Luisa Todini (Italy), Loukas Tsoukalis (Greece), Andre Wilkens (Germany), Antonio Vitorino (Portugal), Carlos Alonso Zaldivar (Spain), Stelios Zavvos (Greece)

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