abbonati: Post | Commenti | Email

Primarie

0 comments

Ho rilasciato questa intervista all’Unità in cui cerco di fare il punto su alcuni temi dell’attualità politica. Il titolo scelto non è proprio azzeccato, perché io della bontà delle primarie e della loro importanza per avvicinare i cittadini alla politica sono sempre convinta. Solo che c’è il momento giusto per ogni cosa.

Debora Serracchiani, europarlamentare Pd, miss preferenze alle europee, pur essendo nella “categoria” dei quarantenni del suo partito, l’ordine del giorno presentato dai suoi colleghi sulle primarie non l’ha firmato.

Serracchiani, perché non ha firmato l’appello dei trenta-quarantenni?

«Non l’ho firmato perché credo che il punto non sia la scalata al Pd ma il superamento di questo insostenibile stato di cose che riguarda tutta la politica e interessa lo scollamento che c’è con le persone. Noi non siamo più convincenti, questo è il tema. È evidente che è anche un problema di rinnovamento ma non può essere solo delle persone: deve partire dalle idee. Vanno bene le primarie per i parlamentari, le chiedo anche io con forza se non cambiamo la legge elettorale e va bene imporre il limite del terzo mandato».

Vuol dire che non vi fidate del vostro stesso Statuto? Lì è previsto il limite dei tre mandati.

«È previsto ma ampiamente derogato e questo non è più accettabile. In un mondo perfetto la classe dirigente che c’è dovrebbe passare il suo tempo a formare quella che viene dopo e dal momento che sosteniamo tutti che la politica è un servizio cerchiamo di porre un termine anche al servizio. Tutto questo affetto profondo all’incarico credo stia diventando un problema. Quindi i due punti dell’ordine del giorno li condivido ma sulle primarie no. È come se, mentre sta succedendo di tutto, il Pd si chiudesse in una discussione tutta interna sulle primarie. Non si fanno le riforme che dovevano essere fatte non dieci ma venti anni fa e noi che facciamo?».

Tonini, sulle pagine de l’Unità, ha chiesto il congresso e le primarie di partito a ottobre.

«Ma se lo immagina lo stridore, anche solo dalla lettura di un quotidiano? Nelle prime quattordici pagine si parla della crisi, del rischio Grecia, della disoccupazione e poi alla quindicesima ecco le primarie interne del Pd… Certo, se vogliamo chiudere definitivamente le porte alla società civile possiamo anche farlo…».

Eppure per molti del suo partito significherebbe coinvolgere la società. Non ci crede?

«Alla società si apre con un dibattito sui temi concreti. La gente non ci chiede di fare congressi ma progetti chiari per non rendere vani i sacrifici che si stanno affrontando oggi. Neanche il governo Monti riesce a farlo e questo crea sfiducia. Quale è il nostro compito se non quello di dare una prospettiva?».

Renzi sulla sua pagina facebook annuncia ufficialmente di essere in gara. Lei crede sia possibile ignorare la richiesta che arriva da alcuni dirigenti Pd?

«In questo momento i problemi sono altri e se non lo capiamo rischiamo di essere spazzati via. Se c’è un problema di legittimazione non riguarda il segretario ma il Pd che non riesce a convincere quel 50% di italiani che non va a votare. Non serve un congresso per questo, servono idee e persone disposte a mettersi in gioco. I congressi li faremo, ci sarà tutto il tempo, non possiamo mettere in discussione ogni volta il vertice quando le cose non vanno. Il vertice deve cambiare le cose. È questo l’appello che io rivolgo a Bersani: si lavori per preparare una nuova classe dirigente in grado di guidare il cambiamento».

E sulla lista civica nazionale?

«Non mi convince. Significherebbe smistare in modo diverso i voti del centrosinistra. La lista civica ha un senso se ci fa prendere voti di chi altrimenti non voterebbe il centrosinistra».

(intervista di Maria Zegarelli pubblicata su L’Unità del 2 giugno 2012)

Segnala questo post anche su:

Leave a Reply

Prossimi appuntamenti

Clicca su Agenda per visualizzare il calendario completo