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Recast ferroviario/5

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Passo avanti in Parlamento europeo verso la creazione di un “mercato unico ferroviario” e di una rete di authority nazionali indipendenti. La Commissione Trasporti (Tran) ha approvato con 35 sì, 6 no e 1 astenuto la mia relazione sulla rielaborazione, in seconda lettura, della riforma del sistema ferroviario europeo.
Il parlamento europeo ha detto sì alla separazione tra gestione della rete e dei servizi ferroviari passeggeri e alla creazione di authority nazionali “forti e indipendenti” che garantiscano la trasparenza nei prezzi dei biglietti e “verifichino l’accesso al mercato e le competenze sull’accesso ai servizi”: principi sui quali la Germania era fortemente conservatrice e la nostra impresa nazionale voleva che tutto restasse com’è.
Il Parlamento ha dato mandato a chiedere che la Commissione europea faccia proposte per l’apertura del mercato passeggeri entro il 31 dicembre 2012 e la separazione fra gestori delle infrastrutture e dei servizi. Le condizioni ed i prezzi per l’allocazione delle tratte e l’accesso ai servizi dovranno essere basate su calcoli trasparenti ed includere gli incentivi per la riduzione del rumore ed equipaggiare i treni con sistemi di controllo europei. Inoltre per consentire una solida pianificazione degli investimenti per le infrastrutture, si propongono contratti di finanziamento pubblico della durata di almeno cinque anni.
La rete di authority nazionali per le ferrovie è lo strumento per una concorrenza più leale e che sia sempre più aperta e trasparente non solo in Italia ma in tutta Europa. Il voto di questa settimana è un risultato di grande rilievo, anche se rimane ancora della strada da fare e abbiamo degli obiettivi da consolidare.
In questo momento va posto l’accento sul ruolo che è stato assicurato al regolatore nazionale, perché è lo strumento con cui si garantisce un accesso non discriminatorio al mercato ferroviario e quindi per una concorrenza più leale. Una concorrenza che vedremo sempre più aperta e trasparente non solo in Italia ma in tutta Europa, e i cui effetti dovranno farsi sentire sui parametri della sicurezza, in primo luogo, così come sui costi. Perché, non sarebbe un risultato auspicabile se l’adeguamento dell’Italia all’Europa consistesse soprattutto in ritocchi all’insù dei prezzi di quello che una volta era un mezzo di trasporto popolare.

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