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Terza corsia/3

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Lo scambio di lettere “segrete” uscite sui giornali e gli scontri interni alla giunta regionale degli ultimi giorni hanno portato definitivamente alla luce lo stato drammatico in cui versa la vicenda della terza corsia dell’autostrada A4, infrastruttura fondamentale per lo sviluppo economico regionale.
I nodi vengono al pettine e nel peggiore dei modi. Dopo aver ripetuto alla nausea la panzana di aver ripianato il debito lasciato da Illy, la giunta Tondo ci sta portando sull’orlo di un buco di bilancio che avrebbe effetti disastrosi sui conti regionali già a partire dal prossimo anno. Alla faccia di ogni trasparenza nella gestione di opere e denaro pubblico, abbiamo dovuto venire a sapere come stanno le cose, condizioni e clausole capestro incluse, dai giornali.
In una gestione fatta di continue rettifiche di azioni, di polemiche tra board di autovie e commissario, di strani mandati a Santuz di vedere gente a Roma, alla fine scopriamo che il potere è stato dato alla banche, che ora tengono la regione per la gola. Invece di chiedere la proroga del commissario di cui si è fidato come di se stesso, Tondo dovrebbe accompagnarlo alla porta della giunta, e poi uscire dietro di lui. Abbiamo sempre detto che voler fare da soli era follia: ora c’è la prova che avevamo ragione.
Invece di impegnare 150 milioni del proprio bilancio per far passare i tir rumeni, meglio avrebbe fatto a metterli in sviluppo di logistica, portualita e treni pendolari. Ma questo è ciò che genera la disperazione.

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