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Paura di governare?

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Posto il mio intervento pubblicato sul Fatto Quotidiano di oggi dopo l’intervista che Marco Travaglio ha realizzato con Beppe Grillo:

Grillo è un formidabile catalizzatore di sentimenti, legittimi fastidi e schiette incazzature che circolano tra molti cittadini italiani. La sua forza risiede nel rifiuto integrale di tutto un sistema, in un j’accuse che non ammette replica.
E’ effettivamente il moltiplicatore di un malcontento che non ha trovato adeguato ascolto nei partiti del centrosinistra. Ed è una sirena allettante per il silenzioso popolo di centrodestra.
Può la sua formula funzionare? Sta funzionando, e quindi si dovrebbe ritenere di sì. Ma le società complesse come la nostra non si governano con ricette semplici, e Grillo e la sua cerchia lo sanno bene. Per questo deve ripetere che rimane fuori dalla mischia, puro dalla contaminazione del potere. Per questo bisogna fermarsi agli slogan, quando si tratta di passare alla proposta. Ecco allora le idee di uscire dall’euro, di cambiare la Costituzione “se gli italiani vorranno” (che vuol dire?), di nazionalizzare le società o di non voler governare il Paese.
La storia della nostra Repubblica, però, è anche storia di intelligenza e generosità. Vorrei che ogni tanto Grillo lo dicesse. E che mi togliesse così ogni sospetto di voler semplicemente sostituirsi a quelli che ci sono ora.

(pubblicato su “Il fatto quotidiano” del 14 giugno 2012)

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