Donne e Turchia
Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha attaccato nei giorni scorsi le norme che consentono l’aborto, definendolo un vero e proprio “crimine contro l‘umanità”, al fine di proporre un progetto di legge che vieti l’aborto ed i parti cesarei in qualsiasi circostanza, anche in seguito ad uno stupro.
Bisogna prestare attenzione a quanto sta accadendo in Turchia, perché c’è il rischio di un passo indietro culturale e di rallentare ancora l’avvicinamento all’Europa.
I diritti civili e in particolare la tutela dei diritti delle donne devono essere considerati una componente imprescindibile di ogni comunità moderna, e se la Turchia intende mantenere il suo importante ruolo geopolitico farebbe bene a non umiliare una risorsa così grande e dinamica come le sue donne. Siamo sempre stati favorevoli all‘ingresso della Turchia nella Ue ma su queste basi tutto diventerebbe più difficile.
Significativo che a lanciare l’allarme sia stata proprio una donna come la presidente della principale associazione di industriali turchi (Tusiad) Umit Boyner perché il legame tra sviluppo socioeconomico e affermazione dei diritti delle donne è un dato acquisito da molto tempo. La libertà di scelta delle donne è un bene prezioso in sé e per i riflessi sulla modernizzazione di qualunque Paese.
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