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La commedia

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Oggi Silvio Berlusconi, dopo aver consultato i sondaggi, si è politicamente autoresuscitato e ha deciso di tornare così ad essere il candidato premier del centrodestra meno europeo d’ Europa. Con buona pace del delfino, Angelino Alfano, che per qualche mese ha fatto la controfigura dell’ex premier e ha fatto calare un utile velo di oblio sul suo governo.
Berlusconi è ovviamente libero di candidarsi e di perdere, ma almeno su un argomento non può continuare a fare la commedia, non sulla legge elettorale.
Non si deve dimenticare mai che il porcellum è stato voluto e votato con la grancassa da Berlusconi, che così si è costruito la sua claque personale in Parlamento. E’ evidente che sotto la superficie non ha nessuna vera intenzione di cambiare legge elettorale ed è chiaro che le tenta tutte per bloccarne la riforma, compreso lanciare una sparata come quella del presidenzialismo, che tutti sanno non aver nessuna possibilità di passare. Peggio ancora sarebbe se la legge elettorale fosse usata dal Pdl come un mezzo per aprire le trattative con la Lega: significherebbe non aver capito niente dell’esasperazione che circola tra i cittadini.
La riforma della legge elettorale è un nodo di democrazia su cui il presidente Napolitano ha pronunciato parole inequivocabili che vanno ascoltate.

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