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Sisma Emilia e Ue

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Assieme a Patrizia Toia, Luigi Berlinguer, Salvatore Caronna, Vittorio Prodi e Sergio Cofferati ho sottoscritto un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere, in base all’articolo 117 del Regolamento, come intendesse, anche in via eccezionale, attivare i propri programmi per la competitività a sostegno dei cluster industriali delle zone dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Le scosse infatti non hanno solo causato numerose vittime e la distruzione di medie e piccole imprese, ma hanno anche messo a dura prova importanti distretti e cluster, in particolare quelli in Emilia specializzati nel settore biomedico, automobilistico, ceramistico e agroalimentare. Le aziende più colpite si trovano nelle province di Modena e Ferrara, in particolare nelle località di Mirandola, Medolla, Cavezzo, fiore all’occhiello del settore biomedicale italiano. Su 150 aziende che operavano nel settore, per un giro d’affari stimato a 800 milioni di euro, il 70% ha subito danni gravi, che hanno portato all’interruzione della produzione e alla cassa integrazione per 3.000 addetti su 5.000.

Ieri è giunta la risposta di Antonio Tajani, a nome della Commissione

La Commissione segue con particolare attenzione la situazione. Il Vicepresidente Tajani e il Commissario Hahn hanno visitato le zone colpite e annunciato che il rilancio dell’economia locale sarà una priorità. Potrebbero essere stanziati per tali zone, a carico del Fondo di solidarietà dell’UE, da 150 a 200 milioni di EUR dopo che l’Italia avrà presentato domanda (probabilmente nel mese di luglio).
Una parte dei fondi strutturali per l’Emilia-Romagna è stata riassegnata alla ricostruzione, sebbene le risorse disponibili siano limitate rispetto alla gravità dei danni. Il finanziamento totale del P.O.R.[1] ammonta a 347 milioni di euro per gli anni 2007-2013[2]. Una parte rilevante di questi fondi è destinata alle PMI, per esempio è in corso il trasferimento alle imprese locali di risorse finanziarie pari a 14 milioni di euro[3] tramite un fondo ad hoc denominato Ingenium. Il fondo fornisce un sostegno finanziario alle imprese di quelle località o disposte ad aprire una sede in quella regione.
Al fine di fornire alle PMI locali un migliore accesso al credito bancario, sono attivi nella zona diversi consorzi di garanzia che si avvalgono di garanzie dell’UE finanziate dal CIP[4]. Uno di questi è Unifidi Emilia-Romagna, al quale possono rivolgersi le PMI locali. Attualmente[5] ha operazioni in corso e può dare garanzie a copertura di investimenti e capitale circolante correlato agli investimenti. Sono in corso altri interventi; un altro dovrebbe essere annunciato a breve, attraverso un intermediario di garanzia attivo nella vicina regione Lombardia.
Tuttavia la ripresa richiederà tempo e ulteriori risorse saranno disponibili in futuro tramite il Fondo di solidarietà[6]. Inoltre, la BEI[7] si è impegnata a mantenere elevata la propria attività di prestito a favore delle PMI nel 2012, circa al livello del 2011[8]. Nel medio termine, gli strumenti finanziari per le nuove attività e le PMI saranno incrementati, come indicato nei nuovi programmi COSME e Horizon 2020[9] per il periodo 2014-2020[10].

[1] Programma Operativo Regionale
[2] Il cofinanziamento del Fondo Europeo di sviluppo regionale è pari a 128 milioni di euro
[3] Compresi 7 milioni di euro investiti direttamente dalla Regione Emilia-Romagna.
[4] Programma quadro per la competitività e l’innovazione (2007-2013).
[5] Disponibile fino al 31 dicembre 2012
[6] A seguito di una richiesta formale da parte dello Stato membro
[7] Banca europea per gli investimenti
[8] che è stato di circa 10 miliardi di euro
[9] Entrambi i programmi sono stati adottati dalla Commissione il 30 novembre 2011
[10] Nell’ambito di Cosme è stato proposto di assegnare agli strumenti finanziari un importo massimo di 1,4 miliardi di euro. Horizon prevede un bilancio di circa 3,8 miliardi di euro per strumenti finanziari destinati a società di qualsiasi dimensione. Si stima che circa 1/3 di tale importo sarà destinato a strumenti finanziari a favore di PMI e società a media capitalizzazione orientate alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione.

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