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Il Celeste nord

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Ieri il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, è intervenuto sul ‘Corriere della Sera’ per sostenere la necessità di creare “macroregione del Nord”, dicendosi pronto anche a discutere con il Governo per rivedere i confini amministrativi. Ma Formigoni non ha nessuna credibilità quando parla del Nord, perché in realtà pensa solo a salvarsi la poltrona.

Il nord merita più rispetto e attenzione di quanto possa contenere lo spot paraleghista di Formigoni. E’ dal 2007 che le regioni del nord, tutte,con la ‘Carta di Venezia’ e con gli ‘Impegni di Milano’ hanno formato il Tavolo interregionale per lo sviluppo territoriale sostenibile della macro regione padana-alpina. E del nesso tra sviluppo sostenibile e identità sovraregionale, degli strumenti di pianificazione e condivisione delle buone pratiche, delle sinergie per progetti condivisi di cooperazione europea, delle questioni delle risorse idriche, delle reti ecologiche e dei nodi infrastrutturali, le stesse Regioni hanno parlato nel 2010 alla Conferenza di Genova. Formigoni avrebbe dovuto impegnarsi da tempo a mettere in funzione quello che c’è, che è molto, perché le chiacchiere non servono a niente.

Anche e soprattutto per il nord questo è il momento di fare le riforme concrete possibili, e cioè meno burocrazia, più efficienza della pubblica amministrazione, più federalismo, maggiore celerità dei procedimenti, reti ferroviarie e porti, integrazione di reti e logistica, di ricerca e sviluppo. Lanciare riforme epocali è il modo migliore per non fare nulla.

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