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Pussy Riot

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Come era nelle attese, il tribunale di Mosca ha comminato una dura condanna al gruppo musicale Pussy Riot: due anni di carcere, per vandalismo e istigazione all’odio religioso.

Dopo l’uscita dalla cappa sovietica, è preoccupante che un grande Paese come la Russia torni a dare segni di grave oppressione della libertà di espressione. Le grandi speranze di veder finalmente affermarsi la democrazia in Russia sembrano infrangersi contro un sistema di potere che fa riferimento a un uomo solo: Putin. Questa forma di organizzazione statale, purtroppo, della democrazia pare avere più le sembianze che la sostanza e sono quindi assai fondate le preoccupazioni manifestate dalla responsabile per la politica estera europea lady Ashton.

Il fatto politicamente e culturalmente rilevante è che la Russia ha sempre nutrito, anche nella sua lunga storia di totalitarismo, i semi di un irreprimibile aspirazione libertaria. E questo permette di tener viva la fiamma della speranza.

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