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L’incertezza

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In una sua intervista al “Quotidiano Nazionale”, l’imprenditore triestino nonché ex governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, ha denunciato che un elemento decisivo, e su cui si riflette troppo poco, di questa crisi è l’incertezza, e ha sostenuto che sarebbe stato opportuno vendere azioni di Eni ed Enel per evitare gli effetti recessivi della tassazione.

Da Illy ci viene un salutare stimolo a dare il giusto peso alle esigenze di chi deve investire e produrre valore aggiunto e lavoro. L’incertezza è sicuramente il maggior handicap del nostro Paese, da quella in cui vivono le famiglie e in particolare i giovani, a quella in cui si trovano artigiani e piccole e medie imprese soffocate dalla stretta del credito e dai ritardati pagamenti. Illy ha ragione quando dice che si poteva fare una migliore riforma del lavoro e io aggiungo che lo stesso si poteva fare con le pensioni: questo è anche il giudizio del Pd. Le tasse sono state un provvedimento assai doloroso, ma sono state messe per tamponare un’emergenza immediata e anche strutturale: un risultato che, soprattutto ai corsi attuali, non avremmo ottenuto con la vendita di azioni italiane, le quali non generano entrate correnti ma al massimo un modesto abbattimento del debito a fronte della perdita di asset strategici nazionali. E’ inoltre assai improbabile che nel contesto dell’Unione europea si sarebbe giudicata sufficiente una misura di questo genere, perché la richiesta era e rimane in primo luogo fare le riforme per rendere efficiente e virtuoso il Paese.

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