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Carta blu

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Anche l’Italia si è adeguata alla normativa europea sui permessi di soggiorno per i c.d. “lavoratori speciali” con il recepimento della direttiva europea del 2009. In questo articolo di Euractiv i dettagli della normativa e i lavoratori coinvolti.

Ingegnere pakistano, chirurgo argentino, geofisico cinese, progettista di software indiano: in caso riescano ad ottenere un contratto regolare di lavoro in Italia, avranno tutti diritto a un permesso di soggiorno biennale, esteso, su richiesta, anche alle loro famiglie. Dallo scorso 8 agosto il nostro Parlamento si è finalmente “messo in regola”, anche se in ritardo rispetto ad altri Paesi, approvando il decreto legislativo n. 108 del 28 giugno 2012, che recepisce una direttiva europea del 2009.
Questi lavoratori “speciali”, di cittadinanza non europea, non dovranno attendere i decreti flussi e rientrare nelle quote previste dal Paese di provenienza per restare più di tre mesi nel nostro paese, ma potranno ricevere il nuovo permesso di soggiorno, denominato “carta blu Ue”.
Il questore può autorizzare i migranti a svolgere attività professionale, a patto che abbiano stipulato con un datore di lavoro un contratto almeno annuale per un’attività retribuita, il cui lo stipendio corrisponda ad almeno una volta e mezza lo stipendio medio annuale lordo. Il permesso ha una validità biennale nel caso di contratto a tempo indeterminato, altrimenti avrà la stessa durata del rapporto di lavoro. Se il tempo è determinato, la validità del permesso coincide con la durata del rapporto di lavoro, più altri tre mesi.
Restano, tuttavia, alcuni vincoli, anche per evitare possibili truffe: divieto assoluto per i primi due anni a svolgere attività lavorative diverse da quelle altamente qualificate, inoltre, l’eventuale cambio di datore di lavoro deve essere autorizzato dalle competenti direzioni territoriali del Lavoro.
Le domande, che devono certificare il titolo di studio superiore conseguito (debitamente tradotto), possono essere rivolte allo sportello unico per l’Immigrazione esclusivamente online collegandosi al sito del Viminale.

Benefici per lo straniero

Il titolare della carta blu Ue rilasciata da uno stato membro, dopo diciotto mesi di soggiorno legale in quel paese, può entrare in Italia senza necessità di visto.
Dal 2013, gli stati membri dovranno fornire annualmente alla Commissione europea le statistiche sul numero di cittadini di paesi terzi cui viene rilasciata, rinnovata, revocata o rifiutata una carta blu UE, sulle loro nazionalità e professioni e sui loro familiari.

Quali sono le professioni altamente qualificate?

In base all’ultima classificazione dell’Istat, entrata in vigore nel 2011, rientrano tra le professioni ammesse le seguenti figure:

Specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali
Ingegneri, architetti e professioni assimilate
Specialisti nelle scienze della vita
Specialisti della salute
Specialisti in scienze umane, sociali, artistiche e gestionali
Specialisti della formazione e della ricerca

(Articolo di Alessandra Flora pubblicato suEuractiv.it)

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