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Un Fvg più autorevole

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Pubblico l’intervista che ho rilasciato al Messaggero Veneto sul futuro del Friuli Venezia Giulia.

È scientifica Debora Serracchiani. Scandaglia gli avversari da tempo, picchia sulle mancanze del governatore uscente Renzo Tondo e ha stabilito i punti deboli sui quali costruire il suo successo e quello del centrosinistra per vincere la Regione. Punta sui rapporti internazionali che il Fvg, ne è sicura, non ha più e che sono la base per tenersi stretta la Specialità. Vuole una coalizione per amministrare, ampia sì, ma dove per Rifondazione comunista al momento non c’è posto. L’Udc invece è la benvenuta. La candidata a governatore del Pd – e della coalizione che verrà – sta componendo la squadra con cui vuole riconquistare il Fvg. Sergio Bolzonello c’è, tra le fila del Pd, così come spazi importanti saranno per donne e giovani. Ma non chiedetele di ticket: «Sono l’allenatore e nella formazione ognuno avrà il proprio ruolo». La frangetta non inganni. È determinata e quello con Tondo è il suo derby.

Onorevole, su cosa punterà la campagna elettorale?

«Su un Fvg cui bisogna ridare fiducia e speranza. E quindi su una Regione che deve cambiare, decidere, crescere. Siamo consapevoli della crudezza della situazione che viviamo e per questo c’è bisogno di costruire le condizioni per un nuovo sviluppo. Serve uno sforzo comune fatto di relazioni e che coinvolga tutti i settori della società».

Come deve ripartire il Fvg?

«Sono indispensabili alcune riforme e va ripensata la Specialità. Una riforma essenziale è quella degli enti locali. Il riordino istituzionale che ho in mente – e che presenterò l’8 settembre – passa da una Regione che pianifica e programma e da competenze che vengono svolte dai Comuni, che devono unirsi nell’erogare i servizi, pena l’assegnazione di minori risorse. In questo quadro le Province non ci sono più, non perché abbiano lavorato male, ma perché hanno esaurito il compito per cui furono ideate e oggi c’è bisogno di un sistema più snello e orientato ai risultati».

Le altre riforme?

«È necessario ridare centralità alle piccole e medie imprese, fare in modo che non subiscano la globalizzazione, ma serve accompagnare le aziende a incrementare l’export, a fare rete, nell’internazionalizzazione, nell’accesso al sistema di credito della regione. C’è bisogno di informatizzazione, banda larga, fiscalità di vantaggio. Serve insomma una Regione che faccia. E poi bisogna radicalmente semplificare e sburocratizzare, altrimenti non ci sarà sviluppo. Tondo dice di volerlo fare, ma non lo fa. E dice che grazie a lui il sistema Regione ha tenuto. A me pare che in Fvg si sia tentato solo di mantenere il sistema di potere del governatore, come dimostrano cinque rimpasti di giunta in quattro anni. Quanto sono costati?».

Favorevole o contraria alla Tav?

«Come noto sono favorevole. Serve al Fvg e al Paese. E naturalmente vanno eseguiti subito gli interventi sul corridoio ferroviario Baltico-Adriatico».

All’elettrodotto Redipuglia-Udine ovest?

«Siamo favorevoli al progetto di Terna, ma con serie garanzie sul minor impatto ambientale possibile. Anche perché il sistema energetico regionale è fondamentale, ma il centrodestra non ha prodotto un Piano energetico per sapere di quanta energia abbiamo bisogno per lo sviluppo o per investimento e quanta ne produciamo. Noi lo faremo».

Al rigassificatore a Trieste?

«No. È facile dire di sì a tutto e non fare nulla. Sul rigassificatore ci sono i pareri contrari del Comune, della Provincia e – a Tondo non può essere sfuggito – del governo Monti. Per ora quindi non ci sono le condizioni per realizzarlo».

Alla terza corsia?

«Favorevolissimi. Ma il governatore dovrebbe dire quanto costerà l’opera e come verrà pagata quando entrerà in esercizio. A oggi non sappiamo a quanto ammonteranno i tassi di interesse sui mutui. Come paghiamo la terza corsia? Con i pedaggi? E se il traffico diminuisce? E cosa succederà nel 2017 quando scadrà la concessione? Sappiamo che l’opera è indispensabile, ma non siamo disposti a indebitare la Regione per anni».

Non siete d’accordo invece sul mantenimento della struttura commissariale. Se governerete chiederete che venga cancellata?

«Se governeremo, la Regione non avrà bisogno di commissari. Una Regione porta avanti le opere e se ne assume la responsabilità. L’ho detto per la laguna in tempi non sospetti. La terza corsia è in ritardo di due anni e si sono spesi troppi soldi per la struttura commissariale. Le competenze del commissario vadano quindi ad Autovie Venete. E non è una questione di chi ricopre quell’incarico (Riccardo Riccardi), ma di utilità».

Come si salva la Specialità del Fvg?

«Ci rende “speciali” il modo in cui usiamo l’Autonomia. L’attuale governo Fvg ha usato male l’Autonomia e ha fatto perdere autorevolezza alla Regione, anche nei rapporti con lo Stato. Bisogna puntare sulle relazioni internazionali, perché così il Fvg diventa indispensabile per il governo italiano. E poi concentriamoci sul plurilinguismo e sulla capacità di valorizzare le nostre autenticità, dalla cultura alla storia, dall’agricoltura al paesaggio. La Specialità deve servire per ricostruire in Fvg un nuovo modello di sviluppo di qualità».

Quale alleanza pensa di costruire?

«Come candidata devo farmi carico di una base programmatica forte. Dialogo con i partiti di opposizione in Fvg, come Sel e Idv, ma guardo anche alle civiche, come i Cittadini, e quelle storicamente importanti per il Friuli, come gli autonomisti».

Rifondazione comunista?

«Sulla Sinistra estrema la valutazione è in corso. Dialogo con tutti ben sapendo che con alcuni sarà complicato condividere le basi programmatiche».

E l’Udc?

«Sto parlando con i centristi perché a livello nazionale sono fuori dal centrodestra da otto anni e ritengo abbiano aperto una riflessione anche qui. Penso che per l’Udc sia stato molto difficile convivere con la Lega che impone il welfare padano e una politica vergognosa sull’immigrazione. Credo sia arrivato il momento di mettere fine a questa complicità».

Non c’è il rischio che l’Udc si spacchi?

«Penso che molte valutazioni andranno fatte dopo il varo di una nuova legge elettorale nazionale, perché se è vero che i partiti correranno da soli sarà più difficile mantenere le vecchie alleanze e più facile costruirne di nuove».

Ci sarà una Lista Serracchiani?

«Non so se quello sarà il nome, ma, sì, sto lavorando a una lista che recuperi sul territorio il rapporto con la rete di civiche e che parli con imprenditori, professionisti, categorie economiche, associazioni e volontariato, perché nello sforzo comune per il Fvg c’è bisogno di tutti».

Gianfranco Moretton correrà per un posto al Parlamento?

«Ancora non lo so. Vedremo, così come per tutti gli altri».

Teme i grillini?

«Penso che il M5S esprimerà un proprio candidato e che affronti temi importanti, dall’ambiente alla necessità di trasparenza in politica. Per ora non c’è alcun dialogo e a me interessa parlare con i potenziali elettori di Beppe Grillo».

Bolzonello sarà candidato per il Pd o insistete perché dia forma a una civica?

«Nessuno insiste. Mi pare naturale, per il percorso che ha fatto, che si candidi per il Pd».

Sarà il suo vice?

«Non c’è alcun ticket. Usando un linguaggio calcistico sono l’allenatore di una squadra che sto componendo con passione, dove le complementarietà sono necessarie e dove ciascuno avrà il proprio ruolo».

Furio Honsell potrebbe scegliere la strada verso il Parlamento in quota Sel. In quel caso il candidato naturale del Pd al Comune di Udine sarebbe Vincenzo Martines?

«Il candidato naturale del Pd per Udine è e rimane Honsell. Sono convinta che il bene della città prevarrà sugli interessi personali».

Se sarà governatore lascerà sia il ruolo da eurodeputata sia la segretaria Fvg del Pd?

«Sì».

Nella scelta di correre in Fvg è stato determinante ottenere la garanzia di un ruolo nazionale di partito?

«Lo ripeto. Ho scelto di candidare in Fvg per restituire a questa terra quanto mi ha dato e tra le possibilità che avevo davanti questa era la scelta più difficile. E il mio impegno è a ridare centralità al Fvg attraverso le relazioni internazionali che già ho acquisito in Europa e alle relazioni nazionali che ho già molto forti».

Ci saranno primarie di coalizione?

«Lascio aperta questa possibilità, ma mi pare ci siano tutte le condizioni per non farle perché ho la sensazione che la mia candidatura sia condivisa».

E per scegliere i candidati in Regione e al Parlamento?

«Sì, faremo delle consultazioni sul territorio soprattutto se a Roma non sarà modificata la legge elettorale».

Ha cercato di far passare il limite dei due mandati per i consiglieri regionali uscenti?

«Il Pd ha fissato il limite dei tre mandati, anche se non dovrebbe essere necessario, ma è noto che la mia proposta era diversa e inferiore. Comunque tra scelte personali e limite dei mandati il gruppo Pd in Regione sarà fortemente rinnovato».

Vede degli sprechi in Regione?

«Vedo la necessità di una spending review vera che significa elaborare il bilancio del Fvg in base agli obiettivi e alle risorse necessarie, settore per settore, spendendo di meno e meglio. E serve investire nella trasparenza. Chiederò ad esempio a ogni gruppo in Consiglio di rendicontare tutte le spese effettuate con i soldi della Regione. E in tema di spending review mi auguro che se le elezioni politiche si terranno prima di aprile il governatore non faccia spendere nemmeno un euro in più ai cittadini, si dimetta e indichi l’election-day con le regionali, perché non farlo costerebbe 2 milioni in più».

Come replica a chi dice che non ha competenze per governare?

«Che la vecchia politica, anche regionale, dovrebbe fare un bagno di umiltà. Nella vita occorre umilmente saper imparare. Io studio, approfondisco, ho competenze e non ho bisogno di raccontare cose che non ho fatto. Del resto dispiacerebbe anche a me aver ricoperto ruoli di governo in questa regione dal 1998 ed essere ricordata solo come una buona giocatrice di dama».

(intervista di Anna Buttazzoni pubblicata sul Messaggero Veneto del 26 agosto 2012)

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