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Terza corsia/6

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Pubblico l’intervista che ho rilasciato oggi a “Il Piccolo” sulla terza corsia dell’A4.

TRIESTE. Renzo, l’uscente coi baffi, si gioca la legislatura. Debora, la sfidante con la frangetta, sa che ha in mano un’arma a doppio taglio. Buona per suonarle all’avversario, pesante per scommettere sul proprio futuro. Perchè quella della terza corsia è un’operazione tutt’altro che semplice. Le incognite, evidenziate dall’inchiesta del Piccolo, restano tante: i tassi di interesse che verranno applicati ai prestiti, il pool di banche disposte a concorrere ai finanziamenti del pool di banche, i flussi di traffico attesi per ripagare l’infrastruttura con i pedaggi, le varianti in corso d’opera. Incognite note a Tondo, che da “presidente che ha ridotto il debito della regione”, rischia paradossalmente di trasformarsi in colui che l’ha indebitata come non mai. E note anche all’aspirante governatrice del Pd.


Serracchiani, le criticità sono tante ma il presidente non dà risposte.

Perché è difficile rispondere ed è in campagna elettorale. Ma ci sta impegnando in un’opera di dimensioni tali per cui non può esimersi dal chiarire come stanno le cose.

Lei si sarebbe imbarcata in un’opera del genere?

La terza corsia è strategica e necessaria. Proprio perché è così importante gli aspetti finanziari non devono essere trascurati, soprattutto alla luce della crisi. La situazione attuale impone una verifica profonda sulle condizioni per portare avanti i lavori. Il piano finanziario va rivisto: è inutile prendere un impegno così se non siamo coperti.

Crede che sarebbe stato giusto chiedere aiuto allo Stato?

Tondo non ha neppure mai provato. L’opera è strategica per la regione, il Paese e l’Europa: si poteva almeno tentare.

Autovie riuscirà a rimborsare il debito?

Da sola non può, parlano i numeri. Consideriamo anche che i flussi di traffico potrebbero diminuire proprio perché c’è la crisi, quindi ci sarà un calo degli incassi da pedaggio. Di conseguenza si indebiterà la Regione.

A cosa stiamo andando incontro?

Ci troviamo di fronte ai 370 milioni di euro da corrispondere allo Stato in base all’accordo con Tremonti, 500 milioni per la spending review, l’economia zoppica, non sappiamo quale sarà la quota di bilancio regionale impegnata per questa infrastruttura e non sappiamo nemmeno se ci arriveranno soldi dalle banche.

La terza corsia va portata avanti a tutti i costi?

Tondo deve convocare tutte le forze politiche elette in Fvg e le categorie produttive. Ci dica quanto ha in tasca e come pensa di spendere i soldi. Una mossa necessaria visto che l’intera comunità è chiamata a farsi carico di tutto.

Cosa vuole sapere?

Quanto ci costa, come intende continuare, cosa può riuscire a fare, cosa pensa di fare in questo scenario finanziario. Poi si decide.

Se diventerà presidente, lei come intende gestire la partita?

Rivedo il piano finanziario per valutare se abbiamo la copertura o se dobbiamo cercare fondi altrove, penso ai project bond. Poi rivedo l’opera intera, puntando a un sistema di interventi in lotti più piccoli che, peraltro, consentono anche di avere più possibilità di far lavorare imprese locali e di verificare costantemente i costi.

Sarà anche la sua una legislatura delle infrastrutture?

Beh, anche perché in questa non sono state fatte. Oltre alle grandi incognite sulla terza corsia penso al superporto, all’isolamento ferroviario, alle infrastrutture energetiche. Tutti dossier aperti. Inoltre manca una logica di fondo: se Tondo crede di far pagare l’opera con i pedaggi, allora perché si toglie traffico alla terza corsia costruendo la Cimpello-Sequals?

Sulla terza corsia però bisogna dare merito a Tondo di aver avviato i cantieri.

Sì, ma ora non vorremmo che il presidente si trasformasse da colui che ha abbattuto il debito a colui che ci lascia il più grande debito di tutti i tempi.

(intervista di Giampaolo Sarti pubblicata su “Il Piccolo” del 30 agosto 2012)

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