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Il maxipolo

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Il Sole 24 ore e il Gazzettino hanno dato notizia di un progetto che sarebbe all’attenzione da parte di importanti fondi italiani e di primarie società italiane e straniere. Si tratta di maxi-polo autostradale da Milano fino a Trieste, nel cui primo passaggio si verrebbero ad aggregare in una holding la Serravalle, la Pedemontana lombarda e la Tangenziale milanese. Poi seguirebbero anche l’Autostrada Serenissima e la rete di Autovie Venete, controllata dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Richiesta di un commento, ho detto che il progetto, sia pur con interlocutori nuovi, ha una genesi lontana nel tempo e rischia di non fare i conti con le mutate condizioni normative e di mercato. Infatti, alla luce delle disposizioni di legge comunitarie Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, applicabile dal 1° maggio 2004, appare singolare che un gruppo privato possa avere il via libera da Bruxelles. Le norme europee impongono agli Stati membri, quando scade la concessione a un società di gestione autostradale, di riassegnarla con bando di gara aperto agli operatori europei pubblici e privati. E questo è quanto ha deciso il ministero delle Infrastrutture per l’Autobrennero, la cui concessione scade nel 2014. Altrimenti, lo Stato membro può riappropriarsi della concessione e gestirla in proprio. Per Autovie, si tratta in ogni caso di valutare con attenzione l’orientamento del Governo sul sistema delle concessioni e in questo senso impegnarsi a rendere praticabile una soluzione simile a quella già recentemente esperito nel Veneto, cioè la costituzione di una società interamente pubblica, che può essere anche mista Stato-Regione.

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