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I tagli necessari

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Nella mia qualità di candidata presidente della Regione ritengo indispensabile formulare delle proposte organiche affinché sia assicurato il principio di libero accesso alle istituzioni, ma non venga tradito il rapporto fiduciario tra cittadini e politica.
Almeno una parte di queste misure possono essere adottate nel corso della corrente legislatura e le iniziative che saranno prese in tal senso sono utili, mentre le misure che mancheranno saranno affidate alla prossima, e costituiscono impegno di programma. Queste le modifiche che è necessario introdurre alla normativa, che allo stato attuale permette eccessi e degenerazioni. Per quanto riguarda indennità e rimborsi dei consiglieri regionali: eliminazione dei rimborsi spese forfettari che oggi prevedono per i consiglieri 21 ingressi a Trieste con rispettiva diaria e rimborso carburante. I rimborsi verranno concessi, solo con esibizione di pezze giustificative, per l’effettiva presenza in Consiglio secondo modalità stabilite con regolamento dall’Ufficio di presidenza del Consiglio; dimezzamento del rimborso pasto (da 35 euro a 17,50 euro); eliminazione della quota con cui il consiglio regionale integra l’indennità di fine mandato dei consiglieri regionali; riduzione dell’indennità di funzione (ufficio di presidenza del Consiglio, presidenti di commissione, capigruppo, assessori e presidente di Giunta); eliminazione del fondo riservato del presidente della Giunta e del Consiglio (25000 euro all’anno).
Per quanto riguarda i gruppi consiliari è da introdurre: la trasparenza totale dei bilanci dei gruppi regionali (Freedom of information act anche in Friuli Venezia Giulia); l’eliminazione della possibilità di monetizzare l’eventuale personale non assunto (nel 2011 oltre mezzo milione di euro); la riduzione del 50% della dotazione economica ai gruppi; il ridimensionamento del personale dei gruppi; i fondi dei gruppi sono spendibili solo con rispetto di un regolamento cogente che riequilibri il rapporto fra spese di rappresentanza e spese per la diffusione del lavoro svolto, eliminando la possibilità di ottenere il rimborso di cene e pranzi.

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