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Sanità europea

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Alcuni giorni fa, un concittadino ha portato alla mia attenzione una vicenda che lo ha coinvolto di persona mentre si trovava temporaneamente in Repubblica Ceca. Questo cittadino, pur provenendo da un Paese membro dell’Ue e pur disponendo dell’apposita tessera sanitaria, si è visto recapitare il conto dopo aver ricevuto cure mediche e assistenza in ospedale. In pratica ha dovuto pagare una cifra ben superiore a un semplice ticket per tutte le prestazioni sanitarie ricevute.
Una vicenda a seguito della quale ho presentato un’interrogazione alla Commisisone europea. Infatti, considerato che norme e principi comuni devono essere rispettati da tutte le autorità nazionali e che in quasi tutti i Paesi dell’Ue l’assistenza sanitaria viene garantita in forma diretta e dunque gratuita, ho posto alla Commissione due domande. Innanzitutto ho chiesto se sia al corrente che la Repubblica Ceca ha un sistema sanitario organizzato in modo tale che il possesso della carta europea non è di per sé sufficiente per ottenere delle cure senza ulteriori esborsi a carico del paziente non residente nel Paese.
Ho chiesto inoltre, se la Commissione concordi nel valutare tutto ciò contrario ai principi operativi condivisi dai sistemi sanitari di tutta l’Unione, cosi come riconosciuto dagli Stati membri nelle conclusioni del Consiglio dell’1 e 2 giugno 2006 sui “Valori e principi comuni dei sistemi sanitari dell’Unione europea” e compresi nella Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera.

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